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DEL PIERO DAY con… Claudio Pasqualin, l’agente di una vita: “Vi racconto di quella volta in cui Del Piero mi stava per rompere le costole, del rinnovo del secolo e del baccalà più costoso della storia”

Come vi abbiamo anticipato ieri sera, oggi MondoBianconero festeggia il compleanno di Alessandro Del Piero, con uno speciale omaggio alla leggenda bianconera ed a tutti i tifosi della Juventus. Nel corso della giornata troverete sulle nostre pagine una lunga serie di interviste esclusive che ne ripercorrono carriera, aneddoti e curiosità. Cominciamo con il suo storico procuratore, Claudio Pasqualin. Buona lettura e… tanti auguri Alex!

“Un tempo gli uomini erano esseri perfetti, non mancavano di nulla e non v’era la distinzione tra uomini e donne. Ma Zeus, invidioso di tale perfezione, li spaccò in due: da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà, trovando la quale torna all’antica perfezione…”. A scriverlo è Aristofane nel celebre Simposio di Platone, il significato? L’amore è una sofferenza e l’unica via di uscita consiste nel trovare la propria anima gemella. Beh, Del Piero la sua l’ha trovata in Sonia Amoruso, conosciuta nel 1999 e portata all’altare sei anni dopo in una cerimonia segretissima, di appena 12 invitati. Ma Alex di anima gemella ne ha anche un’altra. No, non vi preoccupate, nessuna amante, nessuna storia extraconiugale. Solo una magnifica collaborazione professionale con il procuratore che, più di tutti, si può definire il pioniere del mestiere: “Ricordo la prima volta che andai a casa di Alex – racconta in esclusiva ai nostri microfoni un emozionato Claudio Pasqualin – Tutti parlavano di questo ragazzo e delle sue grandi doti calcistiche. Tutti sapevano che nelle giovanili del Padova stava nascendo un fenomeno. Molti procuratori si movimentarono per garantirsi il suo cartellino e fra questi c’ero, ovviamente, anche io”.

E come fu il primo contatto con Del Piero?

“Beh, come dicevo, anche io partecipai alla corsa al cartellino di Alex, telefonando alla famiglia e lasciando totalmente fuori dai giochi Del Piero. Sono sempre stato abituato a fare così, soprattutto quando avevo a che fare con ragazzi molto giovani, calciatori promettenti che però erano ancora bambini. Feci molte telefonate a papà Bruno e a mamma Gina e quando mi chiamarono per comunicarmi che mi avevano scelto ero molto contento. Solo allora andai a casa loro, a San Vendemmiano, e conobbi personalmente Alessandro”

E da lì è nata una fantastica storia d’amore

“Sì, da quel giorno in poi il nostro legame si rafforzò sempre di più e quel bambino con i piedi magici divenne ben presto un uomo pronto a scrivere la storia. Mi ricordo che quando ottenemmo il rinnovo nel giugno del ’99, il famoso contratto passato alla storia come l’accordo del millennio, papà Bruno non ne volle proprio sapere: “Avvocato, non mi dica nulla – mi disse – Alessandro è un adulto ormai, può parlare direttamente con lui”

Eh già, il rinnovo del 1999, il capolavoro di Claudio Pasqualin

“Sì, è stato sicuramente uno dei risultati ottenuti nella mia lunga carriera di cui vado più fiero. Strappammo l’accordo il 30 giugno del 1999, nell’ultimo giorno disponibile, perché poi Alex sarebbe andato in scadenza. Mi ricordo che quando firmammo, dopo telefonate infinite e nottate a casa di Giraudo, Del Piero mi abbracciò così forte che temetti per le mie costole. Ho pensato: “Alex, capisco la tua gioia, ma così mi fratturi tutto”. Ma questo non è l’unico aneddoto che ricordo di quel tanto sudato rinnovo…”

Ce n’è un altro più importante delle sue costole?

Forse più importante di quelle no (Ride n.d.r), ma sicuramente vale la pena raccontarlo…

Prego…

“La firma di questo rinnovo fu preceduta da una cena di Baccalà che Giraudo definì poi il baccalà più costoso della storia. Ad un certo punto, la nostra strategia era chiara: consisteva nel prendere più tempo possibile, dal momento che la Juventus fece l’errore di non offrire un contratto ad Alex mentre era nel letto di dolore, dopo l’infortunio al ginocchio del novembre del ’98. Lui poi si riprese, ma io a quel punto ero tentato da alcuni club di livello e storia mondiale che avevano saputo che Del Piero correva il rischio di andare in scadenza. Più ci avvicinavamo alla scadenza più forti eravamo, contrattualmente parlando. Mi inventavo tutte le scuse più strane di questo mondo per rimandare gli incontri con la Juventus.”

La più bizzarra?

“La scusa più bizzarra si ebbe in occasione di un Chievo-Juventus. Approfittai di quella partita per tornare dalle mie parti, in Veneto, e non potei rifiutare l’invito a pranzo da parte di un mio amico, titolare di una trattoria in cui io sono solito farmi delle grandi mangiate di Baccalà. A quel punto decisi di invitare anche la dirigenza juventina, fu una decisione presa sul momento, tanto è che ci trovammo spiazzati perché la trattoria “Le due spade”, questo il suo nome, era letteralmente invasa da famiglie pronte a festeggiare le comunioni dei propri figli. Nel frattempo si era sparsa la voce, tanto è che il figlio del proprietario, mio grande amico, dovette tenere testa alle succulenti offerte delle più grandi testate giornalistiche, pronte ad offrire cifre pazzesche per avere un tavolo vicino al nostro. Nel giro di di qualche minuto il locale si riempì di giornalisti. Io, il mio socio Andrea D’Amico, Moggi e Giraudo ci trovammo seduti al centro di una stanza piena di spie. Mi ricordo che molti giornalisti furono collocati in cucina e che il titolare si aggirava fra i tavoli per vedere cosa battevano con la macchina da scrivere”

Eh, un bel problema….

Sì, può dirlo forte. Mangiammo benissimo, poi ci trasferimmo in cantina, dalla quale uscimmo che stava albeggiando. Sì, anche quella volta riuscimmo a rinviare la data della firma e ci prendemmo altri tre-quattro mesi di tempo. Alex continuava a segnare e ad ogni gol sentivo il dolce rumore delle slot machine. Il risultato finale ci diede ragione. La Juve ci offriva 400 milioni, arrivammo ad un miliardo, più della metà di quanto prendesse un campione a quei tempi. Così è nato il contratto del millennio.

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