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Del Piero, Tevez, Pogba ovvero l’essenza del numero dieci

Nel mondo del Calcio c’è una regola non scritta ma fondamentale: la maglia numero dieci è una cosa maledettamente seria. Il 10 non è solo un numero ma è il “Numero” per eccellenza. Quello che tutti i bambini sognano di indossare quando si immaginano in un futuro a giocare per le loro squadre del cuore magari in una finale di Champions o di Coppa del Mondo. La 10 è un simbolo, il marchio del fuoriclasse, del fantasista, del leader. E la Juventus nei suoi gloriosi 118 anni di vita non è mai venuta meno alla regola. Da Sivori a Brady da Platini a Baggio. Poi Del Piero, Tevez ed infine Pogba. Sono questi tre gli unici ad aver indossato la numero dieci bianconera negli ultimi venti anni. Tre giocatori, tre fenomeni estremamente diversi ma accomunati dallo stesso destino: giocare con la maglia più pesante e onorarla al meglio.

Dici Juventus e pensi Del Piero, e viceversa. Alex è il giocatore che con i colori bianconeri si fa bandiera, icona, leggenda. Arrivato alla Juve dal Padova nel ’93 quando era poco più che maggiorenne ne divenne ben presto la colonna portante. A farne le spese un altro grandissimo del calcio italiano, Roby Baggio costretto a cercare spazio altrove. Pinturicchio, come lo apostrofò l’avvocato Agnelli, per anni ha riempito gli occhi dei tifosi di pura magia. La fantasia al potere. Con i colori bianconeri ha vinto tutto, è salito sul tetto d’Italia e del mondo e sceso nell’inferno della B dopo la bufera di Calciopoli. I numeri parlano chiaro: 665 presenze con la maglia bianconera e 283 gol. Su punizione, di tacco, al volo, d’effetto “alla Del Piero”: segnava da tutte le posizioni ed in qualsiasi maniera. Dai sui piedi partivano traiettorie incredibili e assist impossibili per i compagni di squadra (come dimenticare quello a Trezeguet in rovesciata nella sfida scudetto contro il Milan?). La maglia numero dieci rimane sulle spalle di Del Piero ininterrottamente per diciassette anni diventandone una seconda pelle e creando un binomio indissolubile spezzato solamente il 20 maggio 2012 quando nella finale di Coppa Italia contro il Napoli Pinturicchio giocò la sua ultima partita con la Juventus. La numero dieci rimase, così, senza un padrone e lo rimarrà per l’intera stagione successiva.

Nel giugno del 2013 Marotta annuncia di aver trovato l’accordo con il Manchester City per il cartellino di Carlitos Tevez. L’argentino è da tempo un campione affermato anche se si porta dietro la nomea di bad boy, tra Boca Juniors, Manchester United e City ha già vinto praticamente tutto quello che c’è da vincere. Ed è proprio alla sua esperienza internazionale che la Juventus si affida a lui per tornare grande in Europa. L’Apache è un duro e non si sottrae alle proprie responsabilità anzi rilancia decidendo di vestire la maglia che fu di Del Piero. Tevez ci mette poco a conquistare il cuore dei tifosi bianconeri. In campo è una furia, un vero guerriero: corre per due, lotta su tutti i palloni, si sacrifica in difesa e soprattutto segna. Con il suo carisma da leader e la sua fame di vittoria diviene ben presto il nuovo idolo del JStadium. La numero dieci ha un nuovo padrone. L’impatto con il campionato italiano è devastante, nel primo anno di A mette a referto 19 gol contribuendo alla vittoria del terzo scudetto dell’era Conte. Peggio vanno le cose in Europa dove l’argentino non riesce ad interrompere il lungo digiuno di gol. Con l’arrivo di Allegri le cose vanno ancora meglio. Vittoria del campionato (20 reti) e della Coppa Italia. Ma è in Champions che dimostra tutta la sua grandezza trascinando con sette gol la Juventus in finale dove solo il Barcellona dei fenomeni gli impedirà di alzare la Coppa dalle grandi orecchie. La delusione è cocente ma non basta a fargli cambiare idea sul suo futuro: decide di tornare a casa, al Boca. Dopo appena due stagioni la numero dieci è di nuovo orfana.

Lo rimarrà per poco. Il 6 agosto scorso la Juventus annunció via Twitter che l’eredità di Tevez sarebbe stata raccolta da Paul Pogba. Arrivato a Torino dalle giovanili del Manchester United come un perfetto sconosciuto Pogba, classe ’93, in soli tre anni si è affermato come uno dei centrocampisti più forti al mondo. Dotato di una potenza fisica straordinaria e di una tecnica sopraffina il francese non è ancora arrivato alla piena maturazione calcistica. La società bianconera nell’affidargli la maglia numero dieci gli ha consegnato la leadership della squadra di Allegri facendone l’uomo simbolo di questa Juve con la speranza che il talento bianconero possa intraprendere un ulteriore percorso di valorizzazione e responsabilizzazione. La speranza di tutti i tifosi è che quel numero possa rimanere sulle sue spalle se non per 17 anni come Del Piero almeno per più dei due anni di Tevez. Ma questo dipenderà tutto dalla volontà di Pogba.

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One comment

  1. Il prossimo n. 10 è già in casa juve per il prossimo anno Paulo Dybala

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