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Di Francesco: “il finale ci da consapevolezza”

Intervistato nel post partita di Sky, l’allenatore della Roma Eusebio Di Francesco ha commentato cosi la prova della sua squadra: “La squadra non mi è piaciuta inizialmente, siamo stati per capacità della Juve inibiti. Dopo abbiamo creato tanto, credendoci di più. Stiamo lavorando sull’attacco della porta, siamo stati poco cinici e cattivi con una squadra che concede nulla anche ad avversari di livello assoluto. Qui l’Inter non ha fatto un tiro, abbiamo preso gol ancora su piazzato. Poi non ci è andata bene, ma non è questione di sfortuna ma di dover lavorare meglio. Questa gara ci deve dare consapevolezza di potercela giocare con squadre di una fisicità impressionante come la Juve, che ha alternative clamorose. Oggi hanno tenuto fuori un certo Paulo Dybala… Il gol è arrivato su un semiblocco, una situazione che non si può subire ci vuole cattiveria. Vanno valutati errori nei ritardi in pressione, quello di Schick non glielo farò rivedere. Tutti dicono che qui non abbiamo mai fatto un punto, c’è una squadra forte e importante che ha fatto decisamente meglio nel primo tempo. Ma gli ultimi 25 minuti sono stati buoni, i ragazzi vanno convinti che si può far risultato qui. Dzeko sul gol non doveva andare su Benatia, abbiamo fatto a zona e finora era andata bene. I miei difensori sono stati ingenui e leggerini a non aspettarsi possibili blocchi. Due attaccanti? Ci ho pensato, ma abbiamo creato tanto in passato anche con il 4-3-3, che ci da aggressività. Non volevo improvvisare stasera, ma il 4-2-4 è una soluzione che in partita ho già fatto e con Schick può essere valida. Nainggolan? Chiedo alle mie mezzali di riempire l’area sulle palle laterali, oggi lui e Strootman non sono andati bene in questo senso. Lui è abituato dall’anno scorso più al tiro da fuori. Pjanic? Dovevano arrivarci i miei centrocampisti. Siamo sempre arrivati un attimo in ritardo in pressione, è un grande giocatore. Anche gli attaccanti dovevano mettere pressione sulle loro mezzali. Dovevamo accorciare prima su Pjanic, ma lui era bravo nel saltarci e servire, è un maestro. Su di lui bisogna invitarlo ad andare indietro, ma è andata in altro modo. Le partite le vuoi fare in un modo e magari vanno in un altro, l’avversario esiste ed è pure buono… Schick? Peccato dai per quell’occasione, ma ne farà altri importanti. Crescerà in consapevolezza”.

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