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Donnarumma-Juventus? Si può fare

“Si può fare”, titola così l’edizione odierna di Tuttosport, riferendosi al trasferimento di Gianluigi Donnarumma dal Milan alla Juventus, operazione a cui lo stesso Marotta ha strizzato l’occhio citando la tradizione che, da Zoff a Buffon (ma si potrebbe risalire anche al Gianpiero Combi campione del Mondo nel 1934), ha quasi sempre visto i portieri “storici” della Nazionale difendere i pali bianconeri. Che poi il trasferimento si faccia, è un altro discorso, ma sulla sua realizzabilità non ci sono dubbi e lo prova la stessa recente storia del mercato juventino. Alla fine dello scorso campionato nessuno si sarebbe immaginato di vedere Massimiliano Allegri dare indicazioni a Gonzalo Higuain e Miralem Pjanic, come invece avviene da mesi.

Per quanto riguarda Donnarumma, poi, Marotta potrà contare su una forza ancora maggiore di quella che gli ha permesso di strappare Pjanic alla Roma e Higuain al Napoli. Proprio perché la Juventus sta crescendo e avrà probabilmente tempo di farlo ancora, prima che l’assalto al portiere del Milan entri nella sua fase decisiva. Quella di reperire l’erede di Gigi Buffon, infatti, non è un’esigenza impellente: il portiere bianconero non ha intenzione di ritirarsi prima del Mondiale 2018, anno in cui scadrà il suo contratto, e sta dimostrando di poter essere una garanzia fino ad allora (e chissà, magari anche dopo). Ovvio che un’operazione complessa come quella per Donnarumma andrebbe avviata molto prima, ma nel frattempo la società degli Agnelli potrà accrescere il proprio potere d’acquisto. Perché è certo che, qualunque sia la strada individuata, arrivare al portiere del Milan costerà caro.

Le possibili strategie per strappare Donnarumma ai rossoneri sono due. La prima è aspettare che il contratto del portiere scada: cosa che accadrà nello stesso giorno in cui terminerà l’attuale legame di Buffon con la Juventus, il 30 giugno del 2018. E’ certo però che una delle prime mosse del nuovo Milan, anche per rafforzare la propria posizione in un’eventuale trattativa, sarà proprio provare ad allungare il contratto di Donnarumma, che a febbraio compirà 18 anni e potrà firmare un quinquennale. Ed è altrettanto probabile che Mino Raiola, agente del portiere, chieda di adeguare gli attuali 200mila euro di ingaggio alla vertiginosa crescita del suo assistito.
Se la trattativa non fruttasse un’intesa immediata, ecco che la società bianconera potrebbe prepararsi ad accogliere un Donnarumma svincolato nel 2018: sfruttando l’ottimo rapporto con l’agente e offrendo ovviamente un contratto principesco, che dovrebbe anche ripagare il giocatore del mancato adeguamento con il Milan.

L’altra strada, da percorrere se il Milan prolungherà il contratto del portiere oppure per anticipare l’asta sull’ingaggio che si scatenerebbe tra i grandi club europei, a cominciare dal Chelsea, per un Donnarumma svincolato è quella da percorrere con un offerta al club rossonero per il cartellino del giocatore (una mossa analoga la Juve la fece per Alex Sandro). Anche in questo caso, l’aggettivo principesco è adeguato all’entità della cifra che la società bianconera dovrebbe mettere sul piatto. Una spesa alla Higuain, ormai alla portata delle casse juventine.

Su entrambe le strade, però, c’è un ostacolo la cui altezza è ancora ignota: la nuova proprietà cinese del Milan. Qual è il suo progetto per il futuro rossonero? Quali le risorse per realizzarlo? Domande a cui probabilmente sarà proprio il futuro di Donnarumma a dare risposte concrete.

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