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Douglas Costa, poco utilizzato o spaccapartite strategico? (VIDEO)

Ci sono giocatori che non sempre vengono valorizzati per quello che realmente possono rendere. Tra questi c’è proprio Douglas Costa, un’ala sinistra dalle caratteristiche uniche nel suo genere, capace di accelerazioni da fermo che forse, al momento, solo lui sa fare. Ebbene quando si parlava di lui ai tempi dello Shakthar Donetsk si vociferava che fosse una semplice ala, veloce sì, ma niente di speciale. Eppure un motivo ci sarà se in così poco tempo il brasiliano ha scalato le vette del calcio mondiale.

Una freccia, un autentico siluro a cui non si possono lasciare due centimetri di vantaggio, perché poi, quasi sicuramente non lo si riprende più. Se ne sono accorti al Gremio, squadra in cui ha esordito da professionista, se ne sono accorti allo Shakhtar che lo acquistò per 5 milioni di dollari e lo fece crescere in una grande squadra europea. 38 gol segnati in 5 stagioni in Ucraina, dal 2010 al 2015. Fra una delle reti più belle quella segnata in Champions League contro la Real Sociedad un sinistro potentissimo dall’angolo dell’area di rigore dritto all’incrocio dei pali. Ma la sua avventura a Donetsk termina con una fuga dovuta ai conflitti interni in Ucraina. Il brasiliano, in tour co la squadra per le amichevoli estive non ha intenzione di tornare in Ucraina. Nel frattempo arrivano interessi dalla Germania e in men che non si dica il Bayern si accorge delle sue capacità e lo porta a Monaco di Baviera con un prestito oneroso di 6 milioni di € e il diritto di riscatto fissato a 40. Ora Douglas è nella prima squadra di Germania, ha tutto per valorizzarsi. Colleziona 50 presenze e 14 gol in Baviera, ma non riesce a trovare un posto solido.

Sembrerebbe che ogni volta in cui Douglas prova ad affermarsi non riesca a trovare sicurezze, punti fermi. E se ci pensiamo un attimo anche a Torino non sta trovando quella continuità che cerca. Probabilmente alla sua velocità fulminante e alle sue giocate improvvise Allegri preferisce la duttilità di Bernardeschi. Può essere anche che il tecnico toscano impieghi il brasiliano come uno “spaccapartite“, uno di quei giocatori che per rendere al meglio devono entrare al 20′ minuto della ripresa per devastare le difese avversarie. Effettivamente ieri così è andata così. All’entrata di Costa la difesa del Milan è andata in panne, sono bastate due/tre ripartenze e in pochi minuti i sogni vittoriosi dei rossoneri sono andati infranti, sarà anche per questo che Douglas finora ha trovato poco spazio da titolare in ogni squadra in cui ha militato? Forse, ma se quando fa il suo ingresso in campo i risultati sono come quelli di ieri allora meglio per lui, meglio per la Juventus, meglio per la nazionale brasiliana che al Mondiale potrebbe avere un jolly da utilizzare strategicamente.

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