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Dybala blindato: mossa anti Real Madrid

Già perché mentre lo staff medico/atletico bianconero sta lavorando per riconsegnare la Joya ad Allegri, i vertici del club sono all’opera per prolungarne il contratto. Facendo in modo che la nuova intesa rappresenti una grande (e soprattutto tangibile) dimostrazione di stima nei confronti del ragazzo nonché un chiaro messaggio ai naviganti del mercato: vale a dire, quegli altri top club europei che stanno facendo avances al giocatore. Real Madrid in primis, il quale sta rimontando posizioni rispetto al Barcellona in un classico tutto mercataro legato proprio al futuro del campione argentino. Proprio in questi ultimi giorni, del resto, si sono intensificate le voci circa un Florentino Perez pronto a sferrare l’assalto.
Contromosse
La Juventus, manco a dirlo, non è dell’avviso. E corre ai ripari. L’obiettivo dell’amministratore delegato bianconero Beppe Marotta è quello di archiviare la questione in tempi rapidissimi. Entro la fine dell’anno, tanto per cominciare. Ma, meglio ancora, entro la fine del mese. A fine novembre, scrive Tuttosport, poco dopo la sfida di Champions League in programma a Siviglia, è infatti atteso nella sede di Corso Galileo Ferraris l’entourage di Dybala per un incontro tendenzialmente risolutore (“tendenzialmente, cioè, stando alle intenzioni ma anche e soprattutto alle premesse). A quel punto il ritorno in campo di Dybala potrebbe anche incidere con un annuncio ufficiale, con tanto di brindisi.
Unione d’intenti
Tra le parti – Marotta e l’agente Pierpaolo Triulzi – è gà stata trovata una intesa di massima in merito alle questioni nodali: aumento d’ingaggio (si passa a quota 5 milioni di euro con bonus legati gli obiettivi) e ovviamente di durata (fino al 2021, il massimo possibile da regolamento). Ciò che ancora manca, sostanziamente, sono i dettagli legati ad aspetti a “corollario” come la gestione dei diritti di immagine e argomenti affini, questioni burocratiche comprese. Insomma, nulla di insormontabile, considerando che la Juventus per prima – già al termine della scorsa stagione – ha fatto presente la volontà, parlando anche pubblicamente di atto dovuto, di equiparare il trattamento di Dybala a quello degli altri top player presenti in organico.
Il bene del club
Da parte sua Dybala non vede l’ora di firmare. L’ha spiegato e ribadito più volte: lui alla Juventus si sente come a casa, il feeling con il tecnico Allegri e con i compagni di squadra è ottimo, così come quello con i tifosi e la piazza. Sa bene, Paulo, che restando alla Juventus può davvero diventare, in tempi rapidissimi (e in parte già lo è), un simbolo, un leader, una bandiera. Così come, di contro, altrettanto bene sa che andando a giocare in altre squadre come il Barcellona o il Real Madrid almeno per qualche anno il ruolo di uomo simbolo gli sarebbe precluso dai vari Leo Messi, Cristiano Ronaldo. Per carità: non che Dybala abbia paura delle sfide, però il gusto di… conquistare il mondo (e/o l’Europa, e/o il Pallone d’oro) proprio con quel top-club che per primo ha puntato su di te, beh, può essere motivo d’orgoglio e dimostrazione di stile. Non per nulla Paulo ha già chiarito: «Io voglio restare alla Juve a lungo, andrei via soltanto per il bene del club e non per il mio».
 

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