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Dybala: “I primi gol li ho segnati a tre anni. Higuain come un fratello”

Pomeriggio insieme ad un gruppo di giovanissimi giornalisti per Paulo Dybala che hanno sottoposto all’attaccante della Juventus una serie di domande:

IL PRIMO GOL – “Non è facile da ricordare, però una delle cose che mi ricordo è che davanti a casa mia, con i miei fratelli, abbiamo disegnato una porta sul muro di casa. Lì ho cominciato a fare tanti gol con i miei fratelli, avevo circa 2-3 anni”.

PER DIVENTARE ANCORA PIÙ FORTE – “Una cosa che mi piacerebbe fare è migliorare con il destro, perchè non sono tanto capace come con il sinistro”.

PRESSIONE PRIMA DI UNA GARA – “Poi per fortuna faccio quello che mi piace, quindi una volta che entro in campo sono con la testa tranquilla perchè so che devo entrare e dare il meglio di me come ho preparato durante la settimana”.

IL GIOCATORE PIÙ BURONE – “Ce ne sono tanti, Dani Alves è uno, Gonzalo Higuain, Asamoah, è un bel gruppo. Per fortuna siamo tutti allegri, ci divertiamo dentro lo spogliatoio e questo fa un grande gruppo”.

PIANGERE DOPO UNA SCONFITTA – “Una sola volta mi è successo, in Argentina, dopo aver perso una finale. Avevo 17 anni, però poi non mi è mai capitato. In quel momento era tanta la voglia di vincere e dopo aver perso sono entrato nello spogliatoio e ho cominciato a piangere. Poi per fortuna le altre finali che ho giocato qua le ho vinte, quindi non ho dovuto più piangere”.

ESSERE UN IDOLO – “Mi fa piacere perchè è bello sentire da ragazzi così giovani come voi queste parole, io cerco sempre di dare il meglio di me, dentro il campo come fuori, perchè oltre un campo di calcio c’è una vita. Ora cerco io di dare il buon esempio per i ragazzi che stanno crescendo”.

IL COMPAGNO-AMICO – “In questo momento sono troppo vicino a Gonzalo Higuain, siamo argentini, viviamo vicini e condividiamo tanto tempo insieme. Il fatto di andare in Nazionale ci ha fatto avere un’amicizia più grande e il rapporto che abbiamo in campo è quello che abbiamo anche fuori. Un idolo che guardavo della Juve… ne avevo due… uno era Del Piero e l’altro Pirlo”.

SENTIRE LO STADIUM URLARE IL MIO NOME – “E’ stata un’emozione molto grande, me la ricordo perchè è stato il rigore contro il Chievo, abbiamo pareggiato 1-1, non c’era lo stadio pieno perchè quella volta mancava la Curva, ma è stata un’emozione molto grande, mi è piaciuta tantissimo e per fortuna poi ho potuto sentirlo tante volte”.

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