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Dybala: “In campo mi trasformo e divento una tigre”

Il fenomeno della squadra bianconera, Paulo Dybala, ha oggi rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo El Pais, dove si è raccontato:

Quali sono stati i tuoi modelli calcistici?: “Volevo assomigliare a Riquelme. Anche Ronaldinho  mi è sempre piaciuto molto, ho visto tutte le sue partite. E ammiro Messi, e Neymar. Ho imparato guardando molti colleghi sul campo, in particolare Franco Vazquez quando ero a Palermo. Ma anche vedendo Riquelme e Messi giocare. Io voglio imparare sempre di più. In campo cerco di essere sempre ben posizionato e prima che la palla mi raggiunga cerco di capire l’azione che posso fare. Anche io ogni tanto cado nella trappola dell’egoismo. Ma col passare del tempo capisco che è meglio passare la palla a un compagno. Mi dicono assomigli a Tevez per come artiglio la palla. Da bimbo ero egoista, e viziato: volevo tutto per me. Poi ho imparato che è bello condividere, dà emozioni diverse. E sono migliorato.

Allegri ha detto che hai lo sguardo da killer quando giochi: “Quando vado in campo mi trasformo. Mi piace scherzare fuori e stare con gli amici. Dicono che ho la faccia da bambino, ma dentro di me penso a giocare come fossi uno di 30 anni. Quando mi guardo allo specchio vedo un ragazzo che pur essendo giovane vuole crescere e diventare importante. E’ come un gatto che si presenta come una tigre. Ho fiducia in me, sono determinato a crescere.”

Ti senti un leader di questa Juve?: “I leader sono altri. Buffon è un leader. Mi ha colpito da subito, trasmette voglia di vincere. A 38 continua a migliorare nel lavoro quotidiano. Dà forza interiore e con lui è più facile vincere. Quando mi ha chiamato per la prima volta il ct Tata Martino mi tremavano le mani… Lo sognavo da quando sono nato… Alla Juve impari che ogni giorno ti devi impegnare in battaglia. C’è gente che ha vinto tutto e che potrebbe rilassarsi e invece lotta a ioni allenamento per continuare a vincere ancora. Per uno di 22 anni è un esempio cui ispirarsi. Sapevo che non sarebbe stato facile, ma ho giocato e ha segnato più di quanto pensassi.  E’ stato facile con Mandzukic, Morata, Zaza. Alla Tevez. E’ il mio modo di giocare, con gli… artigli. E sono libero di correre ovunque. Quando sono arrivato in Italia ho lavorato sul fisico, in palestra. Non ero abituato ai contasti duri né alle botte. Gattuso mi ha aiutato tanto, ha detto che sono andato avanti di tre pagine nel manuale del calcio… Mi ha dato consigli, anche sulla posizione da tenere, per difendermi.”

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