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DYBALA, “Numero 10 grande responsabilità. Col napoli sarà battaglia fino alla fine”

Vi riportiamo la seconda parte dell’intervista rilasciata da Paulo Dybala a La Gazzetta dello Sport:

 

Per le punizioni invece è sfida a tre: Dybala, Pjanic e Ronaldo.

«L’anno scorso io e Mire avevamo un patto: da metà a sinistra tirava lui, da metà a destra io. Quando è arrivato Ronaldo ho scritto a Pjanic nella nostra chat: “Mire mi dispiace, mi sa che quest’anno batterai poche punizioni…”. Scherzi a parte, in campo ci gestiamo però sappiamo come funziona: dalla parte sinistra c’è Cristiano, noi ci mettiamo lì solo per la foto… Sui rigori invece la gerarchia è chiara: Ronaldo, poi io, poi Pjanic».

Nelle sfide in allenamento vince sempre Cristiano?

«Non sempre. Però lui è molto competitivo, nessuno vuole perdere e tutto diventa più serio: nessuno scherza quando tira l’altro. Questo aiuta a fare meglio anche in partita: sai che se ne sbagli una ci sono altri pronti a tirare al posto tuo».

La numero 10 è più un orgoglio o una responsabilità?

«E’ una grande responsabilità, sei un esempio per i bambini e tutto il mondo ti guarda. Ma quando gioco non penso al numero e non avrei mai chiesto il 10. Quando la società me l’ha proposto, non ho deciso in dieci minuti. Sapevo a che cosa sarei andato incontro, immaginavo le critiche alla seconda partita giocata male. Ci ho riflettuto bene e ora non tornerei indietro».

Zidane, Baggio, Del Piero: che cosa prenderebbe da ognuno dei grandi bianconeri?

«Da Zidane l’eleganza e il modo di muoversi in campo: è come Federer, sembrava che non sudasse. Di Baggio vorrei la capacità di finire le giocate, ricordo ancora quel gol su assist di Pirlo col Brescia contro la Juve… Da Del Piero prenderei il destro e lo metterei sul mio».

Del Piero parla bene di Dybala e Mbappé, per un futuro dopo Messi e Ronaldo. D’accordo?

«Messi e Ronaldo dovrebbero essere nella fase calante, invece stanno facendo ancora cose straordinarie. Messi e Cristiano sono fuori dalla normalità, il mio obiettivo è essere il primo tra gli umani».

Un giocatore preferito nel gruppo degli umani?

«A me piace Isco perché non perde mai la palla, ma anche Neymar e Mbappé sono grandissimi giocatori».

Un voto per il Pallone d’oro 2018?

«E’ difficile dire un nome perché ce ne sono tanti. Per i titoli dovrebbe vincerlo Varane, ma io penso che lo vincerà Modric, è stato premiato anche con il Fifa Best».

Sorrentino a Palermo parlò di Dybala futuro Pallone d’oro. E’ un sogno realizzabile?

«E’ un desiderio espresso da ragazzino davanti a un falò. Per migliorare devi avere degli obiettivi alti…».

Trequartista, seconda punta, falso nove. Il fatto di cambiare spesso posizione in campo genera confusione o è un vantaggio?

«Allegri mi dà libertà di muovermi. A seconda dei compagni mi chiede di stare più aperto, fare la mezzala o collegare i reparti. Io cerco di andare a prendere la palla e aiutare i compagni, perché al di là della tattica decidono le giocate. Con Allegri ci confrontiamo, in base a come si mettono gli avversari decidiamo dove posso trovare più spazi. In generale, le difficoltà dell’anno scorso e l’infortunio mi hanno aiutato a maturare: alla Juve ho fatto un balzo in avanti sotto tutti gli aspetti».

Anche Icardi ha appena segnato in Champions. Sarete voi il futuro dell’Argentina?

«Mauro è un grandissimo attaccante, dentro l’area ce ne sono pochi come lui. Abbiamo lavorato raramente insieme ma ora avremo l’opportunità per farlo, perché ci sono stati molti cambiamenti in nazionale dopo il Mondiale. Mi auguro di poter formare con lui una bella coppia perché è un grande attaccante: fa ottimi movimenti, io posso aiutarlo a segnare e viceversa».

Più sei sulla seconda a inizio ottobre: in Italia sembra non esserci un’anti Juve. Scudetto scontato?

«Troppo presto. Il Napoli ci sarà battaglia fino alla fine, ma anche la Roma e l’Inter, che stanno facendo bene in Champions, crederanno di più nel loro gioco. Noi però sappiamo che, se vogliamo, lo scudetto sarà ancora nostro».

L’ultima domanda è extra campo. Come va con… gli scacchi?

«Con Hernanes giocavo, ora però ho meno tempo, anche perché ne passo tanto alla Continassa: lavoro per prevenire gli infortuni. Ho smesso anche con i Lego, in compenso gioco a Parchis, una specie di gioco dell’oca».

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