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Dybala: “Sto sempre meglio, voglio tornare a segnare. Obiettivi? Il trofeo a Doha”

«Non so se sono al cento per cento, però sto sempre meglio – racconta Paulo Dybala in un’intervista al Corriere dello Sport – giocare è il desiderio di ogni calciatore, però siamo tanti e c’è un allenatore che decide. Non è stato semplice stare fuori. Già a Palermo mi era capitato di stare fermo tanto a lungo, ma per un giovane è dura accettarlo. Ho cercato di trasformare lo sconforto in energia per recuperare più in fretta possibile. Ho rivisto la partita contro il Torino in tv e la sensazione positiva del campo ha trovato conferma: sapevo che i test settimanali erano stati perfetti e avevo tanta voglia di far bene, sono sceso in campo concentratissimo per aiutare la squadra ed è arrivata una vittoria importante».

LE CRITICHE – «E’ un destino comune ad altri grandi club: Barcellona, Real Madrid, Bayern Monaco. Siamo primi in serie A e abbiamo chiuso in vetta il girone di Champions: cosa dobbiamo fare di più? Certo, nel gioco non siamo perfetti, ma serve pazienza perché abbiamo cambiato tanto: per fortuna abbiamo un tecnico molto bravo a inserire i nuovi nel gruppo».

LA ROMA – «La classifica in questo momento dice questo, in realtà gli anti-Juve sono tanti: vinciamo da anni ed è normale che sia così, sabato non avremo contro solo la Roma ma per noi è una carica in più».

LO SCUDETTO – «E’ presto, però se vinciamo mandiamo un segnale importante alle inseguitrici. Voglio i tre punti anche per chiudere in vetta l’andata: giocheremo una partita in meno e non mi piacerebbe vedermi secondo. La Juventus è sempre favorita. Per giocatori, allenatore e storia».

I GOL – «Ho cercato la rete tre volte nei 10′ giocati con la Dinamo, nel derby non sono arrivato al tiro e ho cercato di dare una mano alla squadra, riproverò sabato. Per gli attaccanti il gol è fondamentale, ma io da questo punto di vista sono un “mezzo” attaccante: sono felice anche se faccio segnare gli alti».

PJANIC – «Ha avuto modo di… prepararsi affrontando il Lione, altra sua ex squadra. Lo vedo sereno, è un grande professionista: in allenamento scherzavamo sull’amicizia con Nainggolan, gli abbiamo chiesto se davvero gli ha tolto il saluto. Non ha risposto…».

AFFRONTARE LE EX – «Penso non sia facile per nessuno: mi sentivo teso io la prima volta contro il Palermo, figurarsi loro arrivati da grandi squadre. A Gonzalo piacciono due cose, vincere e fare gol, perciò con il Napoli è stata la partita perfetta».

HIGUAIN – «Essere criticati è un destino dei più forti. E’ capitato perfino a Messi. Noi non possiamo chiedergli di più: segna gol importanti, dà sempre tutto e aiuta la squadra. E’ felice di essere alla Juventus. Io lo guardo tanto e cerco di imparare. Ci siamo conosciuti in Nazionale, abbiamo cominciato a sentirci spesso nei giorni del suo trasferimento a Torino ed è nata una grande amicizia: ci frequentiamo, andiamo spesso a cena insieme. Ma non solo con lui: siamo un bel gruppo e si vede».

MANDZUKIC – «Mario è importante come lo è Gonzalo. Anche con lui ho un grande rapporto, l’anno scorso al suo fianco ho giocato le migliori partite. Non molla niente, nemmeno in allenamento. Il tridente? Lo abbiamo provato contro l’Espanyol in amichevole e per qualche minuto contro la Dinamo Zagabria. Credo che per caratteristiche si possa fare, magari anche a partita in corso».

LA SUPERCOPPA – «Non dimentichiamo la sconfitta di San Siro: sarà una rivincita, vogliamo il primo trofeo della stagione».

 

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