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Dybala sulle orme di Tevez, l’allievo segue il maestro. Ma in Champions…

Non tutti avrebbero scommesso su Paulo Dybala quest’estate, quando Marotta e Paratici hanno deciso di prelevarlo dal Palermo per l’ingente somma di 32 milioni di euro più 8 di bonus con lo scopo di rimpiazzare Carlos Tevez, pedina fondamentale per lo scacchiere di Allegri vicino alla perfezione del triplete ormai invaso da un irrefrenabile desiderio di tornare a casa, nella sua calda e amata Argentina, dopo una carriera spesa in giro per l’Europa. A Palermo Dybala si era reso protagonista di una stagione da applausi, culminata in 13 gol e 10 assist in 38 partite, tanto da garantire una salvezza sicura al neopromosso Palermo, ma in bianconero non basta solo ripetersi: bisogna fare ancora meglio, perché la fame di vittoria della Vecchia Signora lo richiede. Sulle qualità tecniche della Joya, questo il soprannome del giovane attaccante argentino, c’era poco da discutere. Il dubbio stava piuttosto nella mentalità, nel  carattere, virtù molto forti nel suo predecessore e riconosciutegli da tutto il popolo sudamericano e non solo. E se consideriamo le difficoltà incontrate inizialmente da Dybala, allora risultano più che ragionevoli tutte le perplessità nutrite dai sostenitori juventini nei suoi riguardi. Invece, dopo i pochi minuti giocati nelle prime uscite, ecco che il fuoriclasse argentino si è preso l’attacco della Juventus, scavalcando tutte le gerarchie e trascinando i compagni ad una rimonta storica, impensabile, sfociata nel raggiungimento della vetta. Sono 14 i gol messi a segno nelle 29 partite fin qui disputate, un numero già superiore al quantitativo di reti messe a segno lo scorso anno a Palermo e di poco inferiore rispetto allo score di Tevez che, a questo punto della stagione, aveva siglato tre marcature in più. A otto giornate al termine del campionato, Dybala dovrebbe segnare altri sei gol per quantomeno eguagliare il suo connazionale, un’impresa titanica, resa ancora più difficile dalle sue non perfette condizioni fisiche. In Coppa Italia l’ex centravanti del Palermo è a quota due gol in tre match e, quindi, già avanti rispetto all’attuale attaccante del Boca che, nella passata edizione della competizione, scese in campo solo per 53′ nella semifinale di andata persa contro la Fiorentina e nei 120′ nella finale vinta ai danni della Lazio, il tutto senza però mai trovare la via del gol. Ma è in Champions League dove bisogna concentrare la nostra riflessione. Tevez lo scorso anno trascinò i suoi ad un passo dal trionfo, con sette gol e tre assist nei 13 incontri affrontati. Dybala, invece, non ha saputo fare lo stesso, fermandosi ad un solo gol in 7 partite. Per fortuna il calcio non si limita a discorsi solo puramente matematici, tenendo cono di altri fattori. Senza niente togliere ad una leggenda come Tevez, bisogna chiarire che Dybala ha giocato molti meno minuti rispetto a lui e, purtroppo, anche molte meno partite. Tuttavia, il piccolo fenomeno argentino deve lavorare ancora molto, per quanto bene abbia fatto in questa annata preziosa per la sua crescita. L’Olimpo dei grandi del calcio argentino lo attende a braccia aperte, ma per arrivarci c’è tanto da salire.

 

 

 

 

tevez

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