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E’ Dybala-mania. Anche Altafini impazzisce: “Mi sembra Sivori”

«DYBALA sembra Sivori». Parola di José Altafini. E’ rimasto folgorato da quel sinistro un po’ così, dalla classe e dallo stile dell’argentino di Laguna Larga, capace di infiammare l’immaginario collettivo del popolo bianconero a suon di gol, di dribbling, di giocate da fenomeno. E’ lui l’uomo copertina della Juve: 29 presenze, 14 gol (12 in campionato, 1 in supercoppa, 1 in Coppa Italia), quasi tutti decisivi, come gli assist (7). E’ stato pagato 40 milioni (32 più 8), ora ne vale almeno 80, già «100 per Zamparini». La Juve ha già rispedito al mittente il Barcellona che aveva chiesto informazioni sulla «Joya», come lo chiamano dalle sue parti. E’ incedibile hanno risposto ai piani alti di corso Galileo Ferraris, che si godono un potenziale pallone d’oro.
Dybala secondo Altafini, in un’intervista concessa al QS.
«È veloce, dribbla, punta le difese, segna e fa segnare, fra le linee è incredibile. Rende facili le cose difficili. Fa parte di quella ristretta categoria di giocatori di cui il calcio ha bisogno, gente che fa innamorare i tifosi, come Messi, Neymar, Cristiano Ronaldo».
Lei ne ha visti tanti di fenomeni. A chi assomiglia?
«Mi ricorda Sivori, un altro giocatore fantastico, con cui ho giocato. Baricentro basso, tutto mancino, numeri, giocate, estro. Gli mancano solo i calzettoni abbassati (risata, ndr)».
Un paragone con i campionissimi del presente?
«Dybala è un Messi con caratteristiche diverse. Può crescere ancora, deve irrobustirsi fisicamente e giocare con la stessa intensità 90 minuti, diventando un incubo per gli avversari. Ritornando sempre al passato, dico anche il grande Rivelino, altro talento e giocatore fantastico».
Dybala è da pallone d’oro?
«E’ presto, ma ha tutte le carte in regola per vincerlo. Sarà necessario alzare trofei, imporsi anche in nazionale. Ci vuole tempo e lavoro per raggiungere il livello di Messi e di Cristiano Ronaldo. E’ diverso e più difficile rispetto a quando trionfavano i Sammer e i Papin».
Essere mancino è un valore aggiunto?
«Affascinano i giocatori che usano solo quel piede. Hanno qualcosa di speciale. Messi, Maradona, Sivori, Rivelino, Rivaldo».
A proposito di argentini. C’è Higuain, diverso da Dybala, ma letale, pazzesco.
«È un cecchino impressionante, ha un fiuto unico. Il mio allenatore, ?estmír Vycpálek, mi diceva che vivevo in funzione del gol. E’ un po’ quello che fa il «Pipita», un bomber unico, come Lewandowski. Il più forte di tutti in quel ruolo era il brasiliano Ronaldo, il fenomeno».
Capitolo scudetto sarà duello fra Juve e Napoli, le sue ex squadre?
«Sono le squadre migliori, che giocano un grande calcio, diverso, ma altrettanto vincente. Sono stati più forti delle difficoltà iniziale. La differenza potrebbe farla la Champions se la Juve va avanti».
A Napoli la chiamano «core ’ngrato».
«E’ una vecchia storia, risale al campionato 1974/75, giocavo nella Juve, al minuto 88 realizzai il gol del 2-1 contro il Napoli e vincemmo lo scudetto».
De Rossi insulta Mandzukic. La querelle Mancini-Sarri.
«Ai miei tempi capitavano le stesse cose, però finiva tutto lì, in campo».

 

dybala

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