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È un Profeta in rosso. Oltre all’espulsione appena 23 palle giocate

Proviamo a pensare alle cose positive. Primo: il punto muove la classifica e fa aumentare sensibilmente il vantaggio sul Siviglia. Secondo: le strade di Borussia Mönchengladbach e Juventus in questa stagione non si incontreranno più. Questo probabilmente non lascerà liberare l’ormai famoso «fiuuu» di pericolo scampato tanto caro a Massimiliano Allegri, ma è chiaro che le due prestazioni con i tedeschi andranno viste e riviste con attenzione, possibilmente per non ripeterle più. Due partite strane in cui la Juventus è sembrata lontana parente di quella convinta, cinica, equilibrata e a tratti sfrontata vista nelle precedenti due uscite di Champions contro Manchester City e Siviglia, le dirette concorrenti per il passaggio del turno. Difficile capire i perché di questa metamorfosi. Di sicuro il Borussia ieri sera ha aggredito la banda Allegri in ogni zona del campo nella prima mezzora, mandandola parecchio in difficoltà.
Allegri, scrive La Gazzetta, ha rispolverato il vecchio rombo in mezzo, affidando le chiavi del gioco a Marchisio e l’imprevedibilità sulla trequarti ad Hernanes. Ma il Profeta non vive certo un gran momento e al di là dell’espulsione – giusta quanto ingiustificata l’entrata e piedi pari del brasiliano al limite dell’area avversaria -, il numero 11 bianconero non è mai entrato in partita. I numeri a volte sanno essere impietosi e quelli di ieri di Hernanes sottolineano in maniera chiara quanto poco abbia inciso il brasiliano nella sfida. Alla fine del primo tempo, soltanto un giocatore aveva toccato meno palloni del Profeta ex Inter e Lazio ed era Gigi Buffon, che di professione fa il portiere e non deve certo cercare guizzi o corridoi illuminanti per i suoi attaccanti. Buffon ha toccato 16 palloni in 45’, Hernanes appena due in più. E fino all’espulsione il Profeta non è riuscito a ribaltare le cose nel secondo tempo: alla fine le palle giocate sono state 23, Buffon in quel momento era l’unico sotto di lui con 17. Alla luce della prestazione, il rosso per Hernanes non è soltanto disciplinare, ma anche tecnico.
DUELLI PERSI Ma è stata tutta la Juve a vivere una serata difficile. I bianconeri hanno chiuso la gara con un possesso palla pari al 30,3%, il più basso della Juve in Champions dal 2003-04. Emblematico anche il dato dei palloni giocati di squadra, col Borussia che vola con 842 contro i 459 dei bianconeri. Insomma, una squadra non propriamente di palleggiatori ha giocato quasi quattrocento palloni in più dei campioni d’Italia. Merito anche dell’atteggiamento nel recupero palla (medio per i tedeschi, sui 38,5 metri, basso quello della Juve a 35,4 metri), che ha permesso ai tedeschi di allargare anche la forbice dei passaggi effettuati: 670 contro 279. La Juve ha vinto appena due contrasti, il solo Xhaka — capitano del Borussia — ne ha toccato quota 8, sui 19 di squadra, effettuando il più alto numero di passaggi riusciti: 92, contro i 29 di Pogba, miglior bianconero nel fondamentale.
COSA VA Al di là del punto, c’è qualche altra indicazione positiva per Allegri: come le 5 palle intercettate da Evra e le tre occasioni da gol create da Pogba, Dybala e dallo sciagurato Hernanes. Quando i tedeschi hanno smesso di pressare nel primo tempo, la Juve ha nascosto la palla all’avversario e trovato il gol (primo in Champions alla 29a presenza) con Lichtsteiner. E il rientro dello svizzero è sicuramente la notizia migliore per Allegri. Oltre al punto, ovvio.

 

 

Hernanes

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