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El General Rincon porta alla Juventus 30 milioni di nuovi tifosi

Tomas Rincon si allena a Vinovo da domenica, ma da ieri – primo giorno di mercato – è ufficialmente un giocatore della Juventus. A Torino è sbarcato con moglie e figlio (entrambi in prima fila durante la presentazione), ma in realtà l’ex genoano ha portato con sé una famiglia molto più allargata. In Venezuela il suo trasferimento è stato festeggiato come una ricorrenza nazionale. «Sono il primo venezuelano nella storia della Juventus – racconta il mediano – e sono pure il primo del mio Paese a vestire la maglia di un top club europeo. Spero che, grazie al mio arrivo, la Juve guadagnerà 30 milioni di tifosi». Allargherà i confini del club, ma i campioni d’Italia si aspettano da lui soprattutto tanta corsa, forza e intensità in mezzo al campo. Qualità che El General – un duro dai modi educati – ha mostrato ampiamente nei due anni e mezzo al Genoa. Massimiliano Allegri immette nella sua macchina un altro capitano (pure Rincon lo è della sua Nazionale), uno che leader è nato e soprattutto ogni giorno legge e si aggiorna per esserlo sempre di più: «Sono diventato presto capitano del Venezuela e volevo essere preparato. E’ fondamentale crescere come persona. Ognuno di noi ha un leader dentro, dobbiamo solo tirarlo fuori. Qui alla Juventus ci sono tanti campioni che hanno vinto moltissimo. Per me è un onore e un orgoglio: cercherò di crescere, imparare e mettermi a disposizione della società, dello staff e della squadra».
La trattativa Genoa-Juventus, imbastita oltre un mese fa, è decollata a ridosso di Natale: «Appena ho sentito il nome Juve, ho detto immediatamente di sì. Realizzo un sogno, quello di giocare in un top club. Lavorerò sodo per cercare di vincere tanto. Sono cresciuto per strada e ho fatto un percorso lungo per arrivare qui, perciò voglio sfruttare l’occasione». Amici ed ex compagni lo descrivono più come un tedesco che come un sudamericano. Questione di atteggiamenti e professionalità. E’ un tipo quadrato: «Gli anni in Germania mi hanno cambiato e migliorato. Ma sarò sempre grato anche a Gasperini, che mi ha insegnato un modo diverso di muovermi in campo».

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