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ESCLUSIVA- Federico Buffa racconta a MB: “Le scritte di Fiorentina-Juventus non si commentano. Vi svelo chi era il giocatore italiano sublime, Gaetano Scirea…”

Federico Buffa è uno dei più affermati e popolari giornalisti sportivi in circolazione. Non nasconde il suo cuore rossonero, infatti dal 2003 al 2005 lavora per Milan Channel, anche se è la sua passione per il basket che gli permette di strizzare l’occhio alla carriera giornalistica. Racconta la pallacanestro per una ventina di anni, passando per Tele+ e Sky successivamente. Da qualche anno, riesce ad incollare gli italiani davanti alla TV, con il programma di Sky Buffa Racconta, nel quale porta alla luce le vicende di campioni che hanno fatto la storia calcistica e di grandi avvenimenti sportivi. Le sue incredibili capacità giornalistiche, con un’esposizione perfettamente coinvolgente, ne fanno un vero e proprio raccontatore, apprezzato e conosciuto anche dai più giovani. MondoBianconero, in seguito agli avvenimenti fuori dallo stadio per Fiorentina-Juventus ed in occasione della messa in onda di ‘Buffa Racconta Scirea ha deciso di mettervi sotto l’albero un’ intervista esclusiva al noto giornalista:

Federico, a breve la vedremo su Sky con ‘Buffa racconta Scirea’. Qual’è il messaggio che vuole fare arrivare a casa raccontando questa storia?

“Eh bella domanda. Mi piacerebbe far capire a chi non l’ha mai visto giocare quanto forte fosse. Vi racconto questa storia. Nel 1969 il Cagliari che poi vincerà lo scudetto perde il suo libero Tomasini. L’allenatore, Scopigno, invece di sostituirlo con un difensore lo sostituisce con il centrocampista più tecnico della squadra, Pierluigi Cera, giocatore senza un vero e proprio fisico roccioso. Però gioca una grande stagione, vince lo scudetto con il Cagliari, l’anno dopo diventa il libero della Nazionale e sfiora la vittoria del mondiale. Questa intuizione avvenne con Scirea, che nacque centrocampista all’Atalanta e fu spostato dietro, un’operazione tattica identica a quella avvenuta a Cagliari. I bergamaschi, in quel periodo retrocedono, ma Gaetano gioca tutte le partite del campionato successivo in Serie B. Io, da grande appassionato, sulla Gazzetta leggevo che Scirea prendeva sempre 8 in pagella e pensavo: ‘ma questo quanto è forte?’ La stagione successiva la Juventus lo compra subito senza tante discussioni, lui gioca la prima gara alla terza di campionato, da lì inizia una carriera incredibile. Quello che colpisce rivedendo le sue prestazioni a distanza di anni è la sua tecnica, oggi non esiste un difensore con le sue capacità. Aveva una conoscenza del gioco fuori dal comune, non ho mai visto un suo intervento in scivolata,era un giocatore sublime, capiva il gioco in anticipo. I suoi allenatori, Trapattoni per primo, dicevano che interpretava ogni ruolo alla perfezione, non solo il difensore, poteva fare il centrocampista ad un livello incredibile, se giocava da attaccante segnava come un grande giocatore offensivo. Ricordo un suo gol in un derby, stop di petto e rete, come un bomber. Tutte le sue caratteristiche messe insieme lo rendevano il giocatore italiano più attraente. Purtroppo negli ultimi 30 anni si sono perse incredibilmente le sue tracce, è un peccato perchè aveva anche doti umane poco comuni. Non dimentichiamocelo, è uno dei 10 giocatori più importanti della storia del calcio italiano per competenza tecnica. Ricordo dal campo la sua ultima grande partita, uno 0-0 col Milan futuro campione d’Italia.”

Il lavoro che c’è stato dietro a questo progetto ha ribaltato qualche suo pensiero che aveva su Scirea?

“Assolutamente no, volevo raccontare questa storia, quando la mia produzione mi ha chiesto se mi potesse interessare questo progetto ho accettato immediatamente. Volevo raccontarlo in particolare dal punto di vista tecnico. Ho chiesto di partire a raccontare questa storia dal famoso gol del 2-0 di Tardelli in Nazionale, per evidenziare come un libero, in una partita internazionale, con la squadra in vantaggio, si potesse permettere  di fare giocate di tacco in area di rigore. La sua supremazia tecnica gli permetteva di fare cose che non tutti avevano il lusso di mostrare.”

Firenze, meno di un anno fa, ha perso il suo capitano Davide Astori. Federico Buffa ci racconterà mai l’ex capitano della Fiorentina?

“Un’altra tragedia che ci ha tolto dai campi un giocatore italiano. Le storie che io racconto sono scelte dalla produzione, che a me piacciano o meno. Questa probabilmente è ancora troppo recente. Per la Fiorentina, per adesso ho raccontato la partita di Champions con il Real, la prima squadra italiana a giocarsi la finale di Coppa dei Campioni.”

Cosa porta dentro e quali sono i suoi pensieri di queste due scomparse?

“Nelle riprese finali di questi episodi dedicati a Scirea ho guidato una copia dell’auto che Gaetano ha condotto per l’ultima volta. Sono stati dei momenti lancinanti, durissimi. Pensate che la sua scomparsa è avvenuta intorno alle ore 13:00, e ad annunciarlo è stata ‘La Domenica Sportiva‘ solamente la sera, proprio così lo ha scoperto suo figlio, 11 ore dopo la tragedia. Oggi una cosa simile sarebbe nota in pochi minuti, all’epoca non era così. La vedova Mariella ed il fratello Paolo Scirea mi hanno raccontato alcuni particolari molto intimi, mi sono sentito in difficoltà a raccontare, ho chiesto loro più volte se fossero sicuri. Davide Astori non ho mai avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, della tragedia ricordo la forza mentale che ha avuto la squadra in seguito alla sua scomparsa, devono essere stati mesi difficili in particolare per i suoi compagni di squadra, sapere che uno di loro se ne è andato così, in una camera d’albergo, immagino la difficoltà nel metabolizzare un avvenimento così.”

Quali sono i suoi pensieri sulle scritte fuori dal Franchi prima di Fiorentina-Juventus?

“Cosa c’è da dire su cose simile? Niente, non si trovano commenti adatti. Ricordo il dolore nel cuore che ha provato la vedova Scirea nel leggere delle scritte di quel genere.”

 

 

Articolo di Vincenzo Pennisi

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