Home / Esclusive / ESCLUSIVA MB – Cassata: “Volevo fare il tennista, ora sogno di tornare alla Juve. E quel conto in sospeso con mio padre…”. L’erede di Marchisio si racconta

ESCLUSIVA MB – Cassata: “Volevo fare il tennista, ora sogno di tornare alla Juve. E quel conto in sospeso con mio padre…”. L’erede di Marchisio si racconta

San Terenzo è un paesino di 2500 anime, bagnato dal mare e avvolto da un clima di apparente serenità. Ma questa piccola frazione ligure può vantare una storia di tutto rispetto: da qui sono passati artisti del calibro di Percy e Mary Shelley, Lord Byron e Henry James. Qui Garibaldi incontrò per sua fortuna il patriota Paolo Azzerini, sulla cui barca fuggì dall’inseguimento delle truppe austriache in seguito alla caduta della Repubblica romana. E chissà, forse in futuro potremo indicare San Terenzo come città natale di un campione bianconero. Eh già, proprio in queste stradine Francesco Cassata ha iniziato a tirare i primi calci al pallone, prima di raffinare le proprie capacità alla scuola calcio dello Spezia, di trasferirsi ad Empoli prima e a Torino Poi. Adesso il ragazzo classe 1997, grande protagonista con la Primavera di Fabio Grosso nella scorsa stagione, si trova alle prese con il primo campionato nel calcio dei grandi e ci ha messo poco a diventare un punto fermo dell’Ascoli di Mister Aglietti: “Mi sento benissimo qui – spiega Francesco in esclusiva alla nostra redazione- ho l’umore alle stelle. E’ un ambiente che ti carica e ti stimola davvero tanto. Con il Mister abbiamo trovato subito l’intesa giusta. Lui mi sta dando tanta fiducia e spero di ripagarla con le mie prestazioni”.

E pensare che questa estate ti sono arrivate tante offerte, anche da parte di squadre di Serie A…

“Sì, fin dai primi giorni sono arrivate moltissime richieste, sia dall’Italia che dall’estero. La Juventus, infatti, ha deciso di togliermi dal mercato per un mese, in modo tale da vedere quale squadra fosse realmente interessata a me. Alla fine sembrava che dovessi andare al Bologna, ma la Serie A non mi convinceva, perché il salto dalla Primavera sarebbe stato notevole e un giovane come me poteva correre il rischio di bruciarsi. Poi un giorno il telefono ha suonato, ho risposto e dall’altra parte c’era Mister Aglietti che con la sua convinzione ed ambizione mi ha convinto subito ad accettare la proposta”.

Un po’ di sana gavetta, dunque, ma il sogno rimane sempre lo stesso: tornare da protagonista allo Stadium con la maglia dei Campioni d’Italia. Hai fatto qualche promessa a Grosso, tuo mentore in Primavera?

“Io e lui abbiamo sempre avuto un rapporto speciale. Insieme abbiamo condiviso momenti belli e brutti e alla fine con i suoi insegnamenti mi ha formato da un punto di vista calcistico. Prima di partire e di lasciare Torino, ho parlato con lui: mi ha detto che questa sarà un’esperienza bellissima oltre che molto utile per tornare alla Juventus. Gli ho promesso il massimo impegno”.

Già, Fabio Grosso è stato fondamentale per la tua crescita. Ti ha utilizzato in moltissime posizioni, soprattutto a centrocampo. Puoi descriverti ai tifosi?

“Sì, a centrocampo ho ricoperto praticamente tutti i ruoli possibili, dal centrale al trequartista, passando per l’esterno e l’interno. Però diciamo che il ruolo in cui più mi riconosco è quello di mezz’ala sinistra o destra. Mi reputo un giocatore moderno, capace di dare un bel contributo sia in fase difensiva che in zona d’attacco”.

Ah, una mezz’ala alla Claudio Marchisio dunque?

“Esatto, lui è in assoluto il giocatore che più stimo e dal quale cerco di imparare di più. Però a Vinovo mi è capitato spesso di parlare con Pereyra, che mi ha sempre dato dei consigli molto utili. Ora è andato in Inghilterra, gli faccio un grande in bocca al lupo”.

Marchisio, Pereyra… non male per un ragazzo che mirava a diventare un tennista

“Sì, è vero. Il calcio non era il mio sport ideale e infatti mi divertivo con il tennis. Poi un giorno, giocando fra amici, mi ha notato Luca Coti, ex giocare dello Spezia. E’ andato a parlare con mio padre, con cui era molto amico e mi ha spinto a segnarmi nella scuola calcio dello Spezia. Da lì è cominciato il mio sogno”

Un sogno che è passato da Empoli per poi proseguire a Vinovo. Che emozioni hai provato una volta saputo che la Juve voleva portarti a Torino?

“Emozioni indescrivibili, perché giocare per la Juve è sempre stato qualcosa di paradisiaco. Ero a scuola quando mi ha chiamato il Presidente dell’Empoli per annunciarmi la novità: “Ciao Francesco, la Juventus ti vuole prendere. Molto probabilmente la trattativa andrà in porto”, mi disse. Poi ci furono dei problemi, perché l’Empoli voleva trattenermi, ma la Juve alla fine riuscì nel suo intento. In che modo? Non lo so nemmeno io, a me bastava andare lì”.

E che ricordi hai dei primi giorni juventini?

“Ricordi bellissimi. Passai dalla piccola realtà cittadina di Empoli alla vastissima dimensione della Juventus. Visitai subito la struttura di Vinovo, le scuole… tutto impressionante”

Francesco, il tuo sogno qual è?

“Mah, il mio sogno nel cassetto è quello di diventare un giocatore affermato, capace di lasciare il segno e di essere ricordato. E perché no? Magari anche segnare un giorno al Napoli, dato che mio padre ne è un grande tifoso (Ride n.d.r)”

 

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