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ESCLUSIVA MB – Corsi: “Empoli in crescita, ma la Juve non ci sottovaluterà. Soldi? Sistema da cambiare”. E su Saponara…

Dopo le vittorie con Cagliari, Palermo e Dinamo Zagabria, la Juventus è attesa da un altro test sulla carta favorevole ma, allo stesso tempo, assolutamente da non sottovalutare. Domenica, infatti, all’ora di pranzo i bianconeri saranno ospiti dell‘Empoli al Castellani, chiudendo con la trasferta toscana il massacrante tour de force di sette partite in ventuno giorni. Gli azzurri di Martusciello, alla sua prima esperienza in Serie A, non sono partiti bene in campionato, collezionando ben quattro sconfitte in sei gare e trovandosi in piena zona retrocessione. Ma Fabrizio Corsi, presidente della compagine toscana, nei suoi 25 anni di presidenza ne ha vissuti di momenti come questi: “Giusto tre anni fa intorno a novembre parlai con Sarri – racconta in esclusiva alla nostra redazione –  l’Empoli era in difficoltà, era reduce da un paio di sconfitte consecutive, ma io rimanevo fiducioso. Dissi a Maurizio di avere fede in lui, nel suo lavoro e nei tanti giovani a sua disposizione perché, un giorno, i vari Vecino, Pucciarelli e Zienliski  gli sarebbero tornati molto utili. Sappiamo tutti come sono andate poi le cose”.

E anche oggi ha la stessa fiducia nei confronti del suo Empoli?

“Abbiamo sette/otto giovani di livello interessante. Siamo in una fase di maturazione, in cui l’allenatore deve essere bravo a trasmettere la giusta passione e convinzione ai suoi ragazzi. E poi attenzione, l’Empoli sta crescendo e lo ha dimostrato all’Olimpico la settimana scorsa. Contro la Lazio abbiamo dominato per un’ora abbondante, tanto che i tifosi biancocelesti hanno fischiato i propri beniamini durante l’intero primo tempo. Sarà una stagione difficile, ma intanto questa prestazione ci ha restituito grande fiducia nei nostri mezzi”.

Certo che la Juve ora non ci voleva…

“Ovviamente sulla carta non c’è partita, ma noi ci appelleremo agli strumenti a nostra disposizione per impensierire i Campioni d’Italia. Con coraggio e fiducia possiamo creare problemi a tutti. Queste prime sei giornate rappresentano una fase di rodaggio, soprattutto per una squadra come la nostra che sta costruendo una fisionomia di gioco totalmente stravolta. La Juventus imposterà la partita sulla sua grande tecnica e fisicità, ma ci saranno fasi della gara che ci permetteranno di venire fuori. Bisognerà essere bravi a coglierle. Inoltre confidiamo sul fatto che alle 12 e 30 faccia molto caldo, così da favorire chi corre di più piuttosto a chi ha una maggiore tecnica. Detto questo alla Juventus non manca di certo la forza atletica e a Palermo lo ha dimostrato”

Dal suo Empoli si aspetta una prestazione simile a quella fornita dal Palermo sabato scorso?

“Il Palermo, che è una squadra piccola come la nostra, non avrebbe meritato la sconfitta. Purtroppo il calcio è condizionato dagli episodi e i siciliani non sono stati fortunati.  Poi la Juventus certe partite le vince  anche perché è impeccabile da un punto di vista mentale. I bianconeri non sottovalutano mai i loro avversari, scendono in campo con una fame che in pochi hanno”

Però al Castellani non è sempre stato facile per la Juventus

“Esatto, è già successo che la Juventus venisse ad Empoli da favorita per poi andare via con delle delusioni. Mi ricordo il 3 a 3 di dieci anni fa con Di Natale e Rocchi che erano i leader di quella squadra. Altri tempi, ma anche oggi possiamo contare su giocatori importanti”

Juventus ed Empoli rappresentano anche due politiche economiche molto diverse. Da una parte colpi da 90 milioni, dall’altra un’oculata gestione delle proprie risorse. Secondo lei investimenti di una certa portata fanno male al calcio?

“A mio avviso non è tanto un discorso di quanti soldi una squadra decide di investire. I problemi non stanno lì, ma nel modo in cui i soldi in Italia vengono distribuiti. Altri paesi, come ad esempio la Spagna, stanno cambiando certe regole in merito e spero che anche l’Italia presto ne imiti l’esempio. Adesso ci sono realtà come la nostra che non possono far altro che lasciare partire i propri giocatori, perché da altre parti guadagnerebbero tre o quattro volti di più. Bisognerebbe arrivare ad un punto tale che le squadre medio-piccole cedano non più quattro o cinque giocatori, ma uno solo. In questo modo ne beneficerebbe il livello del campionato”

Questa Juventus a cosa può mirare?

“Beh, dopo un mercato del genere mi auguro di vedere una finale fra Juve e Bayern Monaco o fra Juve e Barcellona per portare in Italia la coppa dalle grandi orecchie. Il campionato credo che rimarrà interessante fino alla fine, perché vedo un Napoli molto attrezzato per competere con i bianconeri”

In questi suoi 25 anni di presidenza, ha trattato molte volte in sede di mercato con la Juventus: da Birindelli a Rugani, passando per Marchisio e Giovinco. Quale di questi giocatori lo hanno impressionato fin dal primo giorno?

“Ti dico un nome che non hai fatto: Riccardo Saponara. Io credo che la Juventus avrebbe fatto un gran colpo se fosse riuscita a portarlo a Torino. Sono convinto che certe lacune che Riccardo dovrebbe colmare per diventare un campione in quel di Vinovo non si sarebbero notate. Lì ci sono dirigenti in gamba, allenatori molto capaci e una mentalità vincente propria della storia juventina. Un giocatore da 6 lì diventa da 8. Prendi il Pirlo dell’ultima stagione al Milan. Sembrava finito, poi ha portato la Juve sul tetto d’Italia. E di Osvaldo e Matri cosa vogliamo dire?”

Ma cosa è successo poi fra la Juve e Saponara?

“Riccardo lo scorso anno ha fatto un grandissimo campionato fino a gennaio, poi purtroppo la pubalgia lo ha penalizzato e le prestazioni non sono più state brillanti come ad inizio anno e, così, l’interesse di grandi squadre è andato un po’scemando. Ora il ragazzo sta vivendo un periodo un po’ difficile, dettato dal fatto che deve abituarsi all’idea di essere rimasto ad Empoli. Ma sono convinto che si riprenderà, che ci darà una grande mano per la salvezza e che potrà finalmente approdare in una grande squadra”

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