Home / Esclusive / ESCLUSIVA MB, Pasquetta con Pazienza: “Indossare la maglia della Juve è una gioia che non si può cancellare. Conte ha fatto mosse intelligenti per aprire il ciclo bianconero”

ESCLUSIVA MB, Pasquetta con Pazienza: “Indossare la maglia della Juve è una gioia che non si può cancellare. Conte ha fatto mosse intelligenti per aprire il ciclo bianconero”

Quella con la maglia della Juve non è stata l’esperienza più felice della sua carriera, eppure non se la dimentica. Michele Pazienza, ex centrocampista che in A ha giocato, tre le altre, con il Napoli, ci ha parlato in esclusiva raccontandoci pensieri e curiosità sulla sua esperienza in bianconero:

Michele, cosa ricorda particolarmente della sua esperienza alla Juve?

“Non è stata una parentesi felicissima della mia carriera, eppure l’emozione di essere stato acquistato dalla Juve rimane. Sono stato di passaggio a Torino, però ho vissuto questo club con grandissimi campioni. La gioia di aver avuto compagni e tecnici di livello però non si può cancellare”.

Si immaginava che i suoi ex compagni Bonucci, Buffon e Chiellini sarebbero stati ancora protagonisti dopo così tanto tempo?

“Assolutamente si, sono stati loro i principali artefici del primo campionato vinto dalla Juve nel nuovo ciclo. Conte è stato intelligente ad affidarsi a loro, a Pirlo e Del Piero per andare a caccia di un cambio di mentalità”.

Chiesa e Castrovilli sono due giocatori sul taccuino della Juve. Farebbero più comodo a Sarri oppure alla Fiorentina?

“Chiaramente alla Fiorentina, ha più bisogno di avere giocatori forti in squadra rispetto alla Juventus che ne ha già tanti. Sono due ragazzi molto giovani, hanno margine di miglioramento e la Fiorentina deve stare attenta a non farseli scappare”.

Ci racconta qualche aneddoto con i suoi ex compagni Toni e Mutu?

“Luca era uno che sapeva divertirsi, subito dopo il rientro dal Mondiale vinto ricordo che entrò negli spogliatoi con una cintura con scritto “Io sono campione del mondo, e tu? Era una cosa veramente unica (ride ndr). Adrian era un grandissimo campione, aveva delle qualità che ho visto a pochi. In un attimo era capace di inventarsi una giocata dal nulla e decidere la partita. Era uno che spostava gli equilibri”

Infine che scenario immagina per il futuro dei campionati?

“Da quello che sto leggendo c’è tanta voglia di ripartire e terminare il campionato, io credo che sia una mossa azzardata. Non va ripetuto l’errore di mettere gli interessi economici davanti alla salute dei calciatori, dei tifosi, di chi lavora intorno alle squadre. Le perdite economiche si possono recuperare, la salute delle persone no. Io terminerei i campionati senza assegnare lo scudetto, farei i playout per non penalizzare troppo chi magari è ad un punto dalla salvezza. Per il resto non mi sembra che valga la pena rischiare”.

 

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