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ESCLUSIVA MB PRANDELLI, “Ronaldo da studiare. Con Buffon non si sbaglia mai”

In esclusiva per MondoBianconero, l’intervista a Cesare Prandelli, ex giocatore della Juventus negli anni ’80, CT della Nazionale italiana dal 2010 al 2014 con la quale ha raggiunto il secondo posto ad Euro 2012 (finale persa per 4-0 contro la Spagna) ed un terzo posto nella Confederations Cup del 2013 ( battuto l’Uruguay 4-5 ai calci di rigore). Debutta nel ruolo di allenatore presso le giovanili dell’Atalanta, dove il credo di investire nei giovani sarà il suo marchio di fabbrica nella sua carriera da tecnico.

Partiamo subito con un argomento per lei importante: i giovani.

Credo ciecamente in un progetto dove ci siano giovani, perché senza di loro non se ne può costruire uno. Quando in una squadra mancano, solitamente è perché si vuole pensare ad una salvezza. I conti però si faranno l’anno dopo quando magari quelli più grandi lasciano, o per altri motivi, vanno via e ti ritrovi a dover riprogrammare tutto. Sono per le società che guardano al futuro, che investono sui giovani. Non è facile, ci vuole pazienza, però è un lavoro affascinate che ripaga“.

Il CT Mancini ne ha schierati diversi nelle partite della Nazionale…

“Faccio i miei complimenti a Mancini, sono entusiasta del suo lavoro svolto finora con la Nazionale. Trovo sia stato geniale inserendo i giovani. Molti pensavano fosse una cosa provocatoria, ma lui aveva già previsto la loro crescita. È una squadra giovane, che gioca bene a calcio, ha idee e ha riportato felicità ai tifosi, facendoli riavvicinare alla maglia azzurra. Con la qualificazione centrata in settimana, ora nella testa dei più giovani ci dev’essere la volontà di prepararsi al meglio per gli Europei”.

E la Juve?

“Alla Juventus ci sono giovani come De Ligt, Demiral, Bentancur che hanno la possibilità di crescere ed imparare per diventare protagonisti. Senza escludere Dybala e Bernardeschi: se loro a 25 anni non sono giovani… (ride). È chiaro che la Juventus non può mettere 7/8 giovani in campo, deve vincere. Se nella rosa però li hai a disposizione e li fai crescere, nel momento del bisogno sono pronti”.

Cosa li distingue da altri giovani già titolari in altri club?

“La differenza tra la Juventus e le squadre medio-basse è che la Juve i giovani li fa crescere senza dargli troppa pressione in un ambiente dove impari a vincere e respiri aria di professionismo. Gli altri club invece vogliono raggiungere l’obiettivo della salvezza e valorizzare i giovani per poi venderli”.

Mister Sarri è l’uomo giusto per valorizzare i giocatori? 

Quando la Juve decide di investire su un allenatore non sbaglia mai, nel senso che la società è sempre presente e gli starà vicino, non lo farà mai sentire solo. Sarri ha dimostrato negli anni di essere un grande allenatore, di avere idee e di valorizzare i giocatori che ha. A mio parere è stata un’ottima scelta quella di dare a lui la panchina bianconera“.

Possiamo considerare Higuain come giocatore valorizzato da Sarri…

L’ho visto giocare: sta bene fisicamente e ha una gran voglia di mostrare tutta la sua qualità da bomber. Il suo è un ritorno romantico, ma alla base c’è una motivazione forte da parte dell’attaccante. È stimolato dall’ambiente, dentro di lui c’è una voglia di rivincita su tutto e tutti, senza escludere il fattore Sarri: il tecnico bianconero lo apprezza e lo capisce. Inoltre, avendo già lavorato bene insieme, penso che l’argentino abbia tutte le carte in regola per essere uno dei protagonisti di questo campionato.

Un altro ritorno romantico è quello di Buffon. Cosa ne pensa?

“Conosco molto bene Buffon. Con lui non puoi sbagliarti, quando va in porta sa ancora dare garanzie, è stato giusto tornare. Sicuramente sarà protagonista non solo in campo quando chiamato in causa, ma anche per il suo ruolo da uomo spogliatoio. Saprà essere d’aiuto per far crescere i più giovani”.

Lei prima ha citato tra i giovani Bernardeschi…

Alla Fiorentina era titolare, alla Juve c’è più concorrenza e si alterna. Ciò non toglie che secondo me in futuro sarà lui ad avere una maglia da titolare. Le critiche verso di lui? Sta dimostrando in campo che ha raggiunto obiettivi importanti, deve soltanto rendersi conto a pieno delle sue qualità“.

E con un Ronaldo così in squadra si può imparare tanto…

“I numeri sono pazzeschi, ha raggiunto quota 701 gol, non è umano, è qualcosa in più! Bisognerebbe farlo studiare in tutte le scuole calcio e prenderlo come riferimento. Lui al di là della qualità ha messo carattere e determinazione, facendo capire che per essere un campione e rimanerlo per tanti anni, bisogna lavorare in maniera seria. È da quando è ragazzino che lavora su se stesso e sulla sua serietà professionale”. 

 

 

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