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Evra: “Quando arrivi alla Juve senti subito la fame di vittorie”

Tuttosport ha dedicato un articolo alle parole di Evra arrivate ieri sera.
“C’è stato qualcos’altro nella partita contro l’Atalanta, oltre al modulo con il trequartista, che ha funzionato benissimo nella Juve. La testa dei giocatori bianconeri: «Dopo la sconfitta con il Genoa – ha detto Patrice Evra. abbiamo parlato tra di noi, come sempre quando c’è qualcosa che non va. Non ci sarà più una sconfitta così, soprattutto per quanto riguarda lo spirito. Per questo eravamo tanto arrabbiati: una partita la puoi perdere, ma sullo spirito non puoi sbagliare quando sei alla Juve. Si è visto che adesso siamo tornati una famiglia vera». Una famiglia che ieri ha festeggiato il Natale con tutti i ragazzi del settore giovanile, che hanno ricevuto la visita della prima squadra e di Massimiliano Allegri. Che invece prima di festeggiare hanno ancora impegni fondamentali, a cominciare dalla sfida di domani con la Dinamo Zagabria: «Una partita di Champions si deve giocare sempre col massimo rispetto: dobbiamo affrontarla come quella con l’Atalanta, per vincere di fronte al nostro pubblico. In Champions la partita è sempre aperta, è la magia di questa competizione»
Dopo la Dinamo arriverà il momento del derby, tappa importante nell’avvicinamento al traguardo che fa sognare Evra: «Vincere il sesto Scudetto sarebbe la cosa più importante, per entrare veramente nella storia. Il campionato non si vince oggi, né si vince domani: io ho sempre detto, fin dall’inizio della stagione, che il mio obiettivo è che alla fine dell’anno si possa festeggiare tutti insieme, con i tifosi, allo Stadium e per le vie di Torino. Però ripeto, il campionato non lo vinceremmo oggi neppure se avessimo dieci punti di vantaggio: conta quello che succederà alla fine, ora pensiamo a vincere una partita dopo l’altra. L’anno scorso, quando eravamo in ritardo in classifica e molti pensavano che avremmo avuto difficoltà persino a qualificarci in Champions, alla fine abbiamo vinto il campionato: dobbiamo stare attenti, perché questo potrebbe succedere anche a un’altra squadra».
Per scongiurare il rischio, una sola ricetta: «Lavoro e sudore, tutti i giorni, nel rispetto di una grande storia. Quando un giocatore arriva alla Juve, lo sente subito: qui devo dare il massimo, i miei compagni hanno già vinto l’anno scorso ma lavorano come se finora non avessero vinto niente. Qui c’è sempre fame, anche quando vinci!».”

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