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EX JUVE, Palladino: “Bianconeri scuola di vita, mi hanno formato come uomo e calciatore. Su CR7, Sarri e Marchisio…”

L’ex Juventus Raffaele Palladino si è concesso ad una lunga intervista a TuttoSport. Ecco quanto riportato:

“Ho smesso e dico la verità, non mi manca nulla del calcio giocato, perché mi sono buttato subito nel nuovo ruolo. Voglio ringraziare il Monza, il dottor Galliani e il ds Antonelli che hanno creduto fortemente in me e mi hanno voluto in questa nuova veste. Allenerò i ragazzi di 10 anni, giocano in un campo a nove, e poi lavorero con gli attaccanti del vivaio del Monza oltre che ai camping estivi. Voglio partire dal basso per poi, un domani, arrivare ad alti livelli”.

Dalla B a Cristiano Ronaldo, come ha visto l’escalation della sua Juventus? “L’anno della B lo chiamo anno zero. Ho avuto la fortuna, l’onore e il piacere di far parte della cavalcata storica della B, per- ché è stata la prima e credo l’ultima. Deschamps ha creduto in me e mi ha aiutato a mettermi in mostra. La rinascita è passata da un’evoluzione della società. E la crescita dentro e fuori dal campo è stata la formula del successo”

Se lo immaginava il suo mentore Nedved in una posizione così importante in dirigenza? “Me lo sentivo che Pavel sarebbe rimasto alla Juve perché la amava già da giocatore. Vederlo così, super elegante fa un po’ specie. Con lui ho un grande rapporto e mi ha fatto da chioccia quando ero alla Juve e mi ha aiutato tantissimo”.

E quando l’ha visto accanto a Ronaldo cos’ha pensato?
“Ero sorpreso. Cristiano è sempre stato il mio idolo e il rammarico è che è arrivato alla Juve troppo tardi per giocarci insieme. L’ho affrontato in nazionale, ma quando l’ho visto accanto a Pavel e alla dirigenza sono rimasto a bocca aperta. Operazione pazzesca.”

E’ una Juve da Champions quella di questa stagione? “Credo di sì perché rispetto a due o tre anni fa ha completato il processo di maturazione a livello europeo. Non so se riuscirà a vincere la Champions, perché la concorrenza è tanta. Ma la Juve è in quel novero di squadre e se in primavera starà bene e avrà il campionato in mano, può puntare a vincerla”.

Sarri è l’uomo giusto al momento giusto? “Sì. Ha fatto una gavetta incredibile e ora è maturo. Lo stimo molto come allenatore e persona. Credo che sia formato a tutti i livelli e la Juve ha fatto bene a puntare su di lui, perché sa mettere i giocatori nelle condizioni migliori. E penso che tra due mesi vedremo la vera Juve di Sarri”.

ln una settimana vi siete ritirati lei e Marchisio. Un segnale del destino? “Con Claudio ho condiviso tantissime cose dal settore giovanile alla prima squa dra. Eravamo nello stesso pensionato. Lui poteva dare ancora tanto, ma i problemi fisici lo hanno costretto a dire basta. Mi piace pensare che sia un segno del de- stino quello che è successo”.

Quanto della Juve si porta in questa nuova esperienza? “Tantissimo, mi hanno formato come uomo e calciatore. E’ stata una scuola di vita”.

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