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Finali, goleade e trofei: ecco i numeri di Lazio-Juventus

diapositiva1Sabato 3 marzo, alle ore 18.00, lo Stadio Olimpico di Roma ospiterà la 179esima partita ufficiale tra Lazio e Juventus. Incontri che avrebbero potuto raggiungere quota 180 (già da questa stagione) se la stessa squadra capitolina non fosse uscita alla lotteria dei rigori contro il Milan, facendosi scippare di mano quella che poteva essere l’ennesima finale contro la Vecchia Signora. Ennesima già, perché nel corso della loro storia Lazio e Juventus si sono contesi 4 Finali di Supercoppa Italiana, 3 Finali di Coppa Italia e ben 6 semifinali. Solo in Coppa Italia si sono incrociate 23 volte, 10 delle quali valevoli per le semifinali. Nel totale degli incontri 9 sono state le vittorie bianconere, 7 i pareggi e 7 le vittorie della squadra capitolina. Tra le più memorabili la finale della stagione 2014/15, quando la rete di Matri nei supplementari sancì un altro record bianconero: decima Coppa Italia e stella d’argento sul petto.
D’altronde la storia di questa partita inizia molto tempo fa, per l’esattezza il 20 gennaio 1929, Stadio Della Rondinella (Roma): tempo e luogo del primo incontro ufficiale tra le due squadre, valevole allora per il Campionato di Divisione Nazionale. La partita terminò 2-1 per la Juve, reti di Borgo e Vojak. Quella vittoria fu la prima macchia d’inchiostro impressa sulle pagine di questa partita che, ormai, ha festeggiato circa due mesi fa i suoi 89 anni. Tornando al presente viene da pensare come sia strano certe volte il destino, 120 minuti di gioco e 14 rigori (questo quanto accaduto nella semifinale tra Lazio e Milan di mercoledì) per sorteggiare la finalista. Ti aspetti la Lazio, e invece, eccoti il Milan di Gattuso e dell’ex Bonucci. Beffardo, il destino. I bookmakers avrebbero detto “gli aquilotti”, come il cuore di molti juventini vogliosi di vendicarsi il prima possibile dell’ultima Supercoppa Italiana (13 agosto 2017, Juventus 2 – Lazio 3). Istinto e voglia di prevalere che molte volte tuttavia ingannano l’apparenza. Vero che di fronte agli occhi dei laziali la Juve ha alzato al cielo 2 Supercoppe Italiane e 2 Coppe Italia (di cui appunto la 10° e poi la 12°), come vero e giusto che l’unico obiettivo sia ora quello di conquistare la quarta coppa dei record a prescindere dall’avversario. diapositiva1Bilancia di motivazioni che sembra soppesarsi all’idea che regalare questo dispiacere a quell’ex possa valere come contrappasso alla decisione che lo stesso Bonucci ha deciso di prendere questa estate trasferendosi a Milano. Chiudendo questa parentesi, la Lazio si sarebbe potuta rivelare preda altrettanto prediletta considerando i numeri delle finali contese (4 su 7 tinte di bianconero) e la storia stessa di tutte le partite giocate in campionato. In Serie A sono 151 gli incontri disputati, di questi 81 sono le vittorie della Juventus, 36 i pareggi e 34 le vittorie della Lazio. La serie negativa più lunga che la Juve ha riportato ai danni della Lazio si registra a partire dalla sconfitta del 26 gennaio 2000 (quarti di ritorno di Coppa Italia – stadio Olimpico di Roma, 2-1 con reti di Boksic, Del Piero e Simeone) che eliminò la Juventus, fino al 17 marzo 2004 (Finale di andata di Coppa Italia, sempre all’Olimpico, 2-0 a favore della Lazio firmato doppio Fiore). In sintesi, per più di 4 anni la Juventus non è riuscita a conquistare una vittoria contro i biancocelesti. Un bell’arco di tempo, ma senza dubbio anche gli anni di una grande Lazio e di una Juve in piena crescita strutturale, tanto che, nove anni dopo, i numeri raccontano tutta un’altra storia: 15 aprile 2013, ancora l’Olimpico ed una sera primaverile a fare da cornice ad un Vidal scatenato che sigla una doppietta funesta. Due a zero e Lazio a mani vuote. Mani che da quel momento non palperanno più una vittoria fino a quella, severa e fin troppo pesante, che li portò a conquistare l’ultima Supercoppa.diapositiva1 Il trend positivo della Juve si interrompe infatti con la conquista della 12° Coppa Italia il 17 maggio 2017, un secco 2-0 firmato da Dani Alves e (guarda te il destino) niente di meno che lo stesso Bonucci. Per ben 14 partite, salvo l’unica parentesi del 25 gennaio 2014 (1-1 all’Olimpico, Candreva-Llorente), la storia scrive solo Juventus: 13 vittorie per l’esattezza, 10 delle quali, a partire da quel pareggio, consecutive. Nell’arco di questi 1.260 min di gioco la Juve ha inflitto 31 reti alla Lazio incassandone a malapena 3, tanto che 11 di queste 14 partite sono state vinte senza subire neanche una rete. E questo più che un amarcord è un guardarsi alle spalle, consapevoli di quanto queste siano grandi, del peso che possano sopportare e di quanto sia sensato e dovuto aspirare a traguardi che per molti appaiono irraggiungibili. Rispetto per l’avversario ma nessun timore, considerando a maggior ragione che oltre alla difesa blindata i numeri parlano di 306 reti siglate dai bianconeri alla Lazio a discapito delle 196 subite. Per non parlare dei passivi, dei quali il più eclatante è un 6-1. Punteggio che suona come tennistico, ma che tuttavia i biancocelesti hanno avuto il dispiacere di rivivere quattro volte nella storia dell’incontro. Giusto per citarne uno: 17 aprile 1994, Stadio delle Alpi, tripletta di Vialli, auotorete di Bacci e reti di Kohler e Roberto Baggio (per la Lazio goal bandiera di Signori). Numeri su numeri, come quelli della Supercoppa Italiana, che ha visto le due squadre protagoniste in quattro finali equamente spartite. La prima del 29 agosto 1998 (Stadio Delle Alpi), quando la rete di Del Piero non bastò contro quelle di Nedved e S.Conceicao in pieno recupero (94’). La seconda finale si registra invece il 18 agosto 2013 (Stadio Olimpico di Roma), con l’armata bianconera che travolge la Lazio 4-0 (Pogba, Chiellini, Lichtsteiner e Tevez) e conquista la 6° Supercoppa. La 7°, invece, arriva l’8 agosto 2015 (Shanghai Stadium) grazie al 2-0 firmato Mandzukic e Dybala. Mentre la quarta, come già ricordato, ha sapore di amaro. Tuttavia un amaro necessario, quel sapore che ci deve essere per non distoglierti dall’obiettivo, per non sottovalutare quell’avversario che può e sa far male come già dimostrato. E allora che il destino beffardo ci abbia riservato un piacere o un dispiacere, questo non ci è ancora concesso saperlo, le certezze parlano invece di una finale da record contro un ex che gioca ora per interrompere quel primato storico che egli stesso ha contribuito a costruire, e di una partita di campionato contro una Lazio sfinita dall’impegno di Coppa. Già, perché se la Juve è quella che raccontano i numeri, per tenere testa al Napoli e puntare ad un altro titolo da record, la strada passa un’altra volta dall’Olimpico di Roma, un’altra volta dalla Lazio. Purtroppo, perlomeno in questo caso, il calcio non è matematica. Come i numeri possono non corrispondere al destino, anche il caso può ribaltare i numeri, e forse, la bellezza di una partita di pallone, è proprio questa imprevedibilità di fattori casuali e beffardi.

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