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Gasperini: “Sono grato alla Juve, è stata una scuola di vita”

Il tecnico della sorprendente Atalanta Gian Piero Gasperini ha parlato a La Repubblica: Liedholm, al mio posto, avebbe già detto che Gagliardini è il nuovo Giannini o Caldara il nuovo Vierchowod? Io auguro a tutti i nostri ragazzi di realizzarsi ma senza fare paragoni. Sui giovani vorrei sviluppare un discorso. Me ne intendo perché ho allenato per molti anni le giovanili della Juve. Ho passato un terzo della mia vita in bianconero? Non è poco, dentro mi è rimasto molto. Mio padre Giuseppe, detto Gino, juventino, mi ha portato a fare un provino quando avevo 9 anni. E la Juve, nella persona di Mario Pedrale, mi ha preso. In Primavera ero compagno di Brio, Marocchino, Verza. In prima squadra solo una partita di Coppa Italia. Se non sono arrivato più in alto, significa che mi mancava qualcosa. Un po’ di forza fisica, direi oggi.  Il fatto di non essere mai stato chiamato alla Juve mi sta sullo stomaco? No. Per due volte ho avuto contatti, quando la squadra era in B e poi ai tempi di Secco e Blanc. Alla Juve sono grato perché è stata una scuola di vita, perché mi ha trasmesso valori che oggi possono sembrare anacronistici: la disciplina, il senso di appartenenza, il rispetto dei ruoli e degli avversari. Quello che ho imparato ho cercato di insegnarlo da allenatore. Mi pagavano poco, ma mi permettevano di girare molto. Il 3-4-3 mi ha folgorato a un allenamento dell’Ajax, credo fos- se il 1997. Prima, venendo dalla scuola Catuzzi-Galeone, guai a toccarmi il 4-3-3. Ma mi ero stancato di frenare il terzino destro e spingere in avanti il sinistro, o viceversa. I nostir giovani? Nel nostro caso, una realtà che dura da parecchio tempo. Altrove, non so dire. So che ho visto molti stranieri scarsi, so che si preferisce portare soldi all’estero, ma non sono affari miei. La vera forza del nostro vivaio non è solo nel numero di ragazzi in gamba, ma nel fatto che gente come Caldara, Gagliardini, Conti, Grassi e Sportiello gioca insieme da più di dieci anni. Kessié è cresciuto qui, Petagna arriva dal Milan e Spinazzola dalla Juve, ma lo zoccolo duro è tutto bergamasco. Percassi, il nostro presidente, ha giocato con questa maglia ed è bergamasco”.

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