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Grecia, campionato sospeso: “Il presidente del Paok entra in campo con una pistola”

Come riporta il Qs stamani in edicola non si placano gli episodi di violenza in Grecia. Il campionato è stato nuovamente sospeso, questa volta lo stop deciso dal Governo del premier Tsipras è stato deciso dopo che il presidente-padrone del Paok Salonicco, il russo Ivan Savvidis, è entrato in campo dopo il gol annullato al 91’ alla sua squadra, impegnata contro l’Aek, con tanto di pistola ben visibile nella fondina. Era anche scortato da due bodyguard che si sono dirette con fare minaccioso verso l’arbitro. Il presidente è ricercato dalle forze dell’ordine assieme ad altri quattro persone. È pensabile che si farà rintracciare e poi interrogare, e ribadirà la teoria che la sua squadra è perseguitata. Il Paok si ritiene perseguitato da quando gli è stata assegnata la sconfitta a tavolino per 3-0 nel match contro l’Olympiacos dopo che Oscar Garcia, tecnico avversario, era rimasto ferito al volto da un oggetto scagliato dagli spalti.

Fifa e Uefa hanno fatto sapere di appoggiare la decisione di fermare il campionato.. Intanto ai microfoni di TMW l’allenatore del Paok, Razvan Lucescu, figlio di Mircea, difende il suo presidente: “Chiedetevi perché un uomo ha reagito così, non fermatevi a giudicare il gesto, seppur estremo. Il presidente ha investito tanti soldi nel calcio greco. Dovremmo essere primi in classifica e invece ci remano tutti contro. Non analizzo il gesto, ma sono al cento percento con il mio presidente”.

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