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Hart-Mandzukic sfida infuocata

Bomber scatenato
Hart cerca rivincite con la Juve: l’anno scorso ha perso due volte, in casa e pure allo Stadium. E domani si ritroverà davanti Mario Mandzukic, un incubo, non solo perché si tratta di uno dei bianconeri più in forma e più decisivi dell’ultimo periodo. SuperMario ha colpito due volte il portierone ai tempi del City: per il momentaneo 1-1 all’Etihad Stadium (prima del gol decisivo di Alvaro Morata) e per il ritorno a Torino per l’1-0 che ha chiuso la sfida. Due reti simili: il bomber croato al volo in spaccata, da fuoriclasse dell’area di rigore. Ma Mandzukic non è solo questo: i tifosi bianconeri lo esaltano perché difende come un terzino e corre come un maratoneta, combatte da leone e realizza anche gol fondamentali. Hart se lo ricorda bene e domani avrà la possibilità di alzare il muro e “cancellare” il ricordo della Champions della passata stagione. L’inglese rievoca il doppio confronto con i bianconeri: «E’ stata dura contro la Juventus, ci hanno battuto due volte. All’andata a Manchester avevamo giocato in maniera molto compatta, avevamo disputato a mio avviso una buona partita. Ma i bianconeri erano riusciti a trovare comunque il modo per vincere. Al ritorno a Torino avevano sicuramente meritato di più, quella partita mi aveva fatto riflettere. E’ una squadra tosta da affrontare, ha una grande esperienza, è solida nella fase difensiva e riesce a trovare la maniera di segnare. E’ qualcosa di cui dovremo ricordarci nel derby: non sarà sufficiente disputare una buona partita, dovremo per forza segnare. Non sempre giocare bene e vincere vanno a braccetto…».
Il motto
«Gioca con passione, combatti con coraggio, vivi con orgoglio», è il motto di Mandzukic che accende il derby e il tifo bianconero. Per lui il match contro il Toro non è una novità, però il croato è ancora alla ricerca del suo primo gol ai granata. Hart avvisato…
Le parole di Sinisa
Il portiere inglese a BeinSports ha raccontato i motivi che l’hanno portato a scegliere il Toro per il dopo City: «Come ho già detto le mie opzioni non comprendevano il mio club precedente, così dovevo pensare di andare a giocare altrove, e non era rimasto molto tempo. Ho valutato le squadre che volevano darmi un’opportunità di giocare e il Torino aveva l’offerta più concreta e forte. Ho parlato con Mihajlovic e a quel punto trasferirmi a Torino mi è sembrata la migliore decisione che potessi prendere. Ero pronto ad andare all’estero e provare un’esperienza nuova. L’allenatore voleva sapere che mentalità avevo, mi ha detto: “Se vieni qua per essere te stesso, lavorare duramente, migliorare e fare parte della squadra, sei il benvenuto. Ma se non è così, se vieni solo per commiserarti e trovare qualcosa da fare, non ti voglio”. Per fortuna io rientravo nella prima categoria, amo il calcio, voglio migliorare e provare cose nuove. Mi è piaciuto il modo in cui mi ha parlato, mi ha fatto sentire il benvenuto e sapendo che tipo di mentalità possiedo, ho fatto in modo di venire a giocare qua». Ora ha la possibilità di dimostrare, dopo i trascorsi a Manchester, di essere un uomo derby, anche di fronte a Mandzukic. La sfida è lanciata.
 

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