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Higuain fa le prove per diventare totale: l’obbiettivo è più ambizioso che mai

Gonzalo Higuain è la Juventus sono fatti l’uno per l’altra. La caccia a nuovi record di squadra, allora, procede di pari passo con la ricerca della perfezione individuale. Un tema su cui su ferma per un’analisi Tuttosport oggi in edicola, sottolineando che il Pipita non vede i 38 gol segnati la scorsa stagione a Napoli – tra campionato ed Europa League – come un traguardo condizionante. Di chi, del resto, ha chiuso le ultime otto annate in doppia cifra, tra il picco suddetto e le 13 reti del 2010-2011, sponda Real Madrid. Di chi, infine, ha calamitato le attenzioni di tutti dopo il “tradimento” estivo, ma non per questo si rannicchia in un angolino per schivare chiacchiere inutili e maldicenze insopportabili.

Trentasei gol in un singolo campionato non li aveva messi insieme neppure lo svedese Gunnar Nordahl, fermo a 35 nel Milan versione 1949-50. Ma il Pipita fa dell’ingordigia uno dei tratti distintivi: e qui non si tratta delle cattiverie antijuventine in merito ai chili di troppo, smaltiti in tempi brevi e puntualmente “risputati” come sentenze inappellabili in faccia a chi lo detesta. Il riferimento è invece legato alla voracità di gol che l’argentino ha già dimostrato di avere sia nel triennio napoletano, condito da 91 reti, sia a Madrid dove superò quota 20 gol in tre stagioni sulle sei e mezzo complessive (29 il picco toccato nell’annata 2009-10). L’obiettivo di aggiornare lo “storico” dei gol non è così irraggiungibile, soprattutto se l’auspicata fluidità di gioco della Juventus si accompagnerà allo sviluppo di un feeling sempre maggiore tra Higuain e i suoi sodali.

Dunque, più palloni giocabili a disposizione del Pipita, una sempre maggiore predisposizione al sacrificio da parte del diretto interessato che a Torino non è più l’unico faro d’attacco, ma sta facendo le prove per diventare un giocatore totale, coinvolto e coinvolgente. Un anno fa, di questi tempi, i numeri premiavano un goleador da sballo: 11 reti nelle prime 16 partite, mentre ora il sudamericano è “fermo” a 9 (di cui 7 in campionato). Cifre, dunque, non così dissimili, anche se all’ombra della Mole va affinata la sintonia con Mario Mandzukic, nell’attesa che torni Paulo Dybala, il “gemello diverso”. Con quei due lì nel motore, l’Higuain juventino può scalare cime imprevedibili. Ma già ora il suo rendimento in campionato è spaventevole: l’argentino ha tentato il tiro in 35 occasioni, con 14 conclusioni nello specchio della porta: è primo nella rosa bianconera, mentre nel conto dei dribbling (15) è peggio solo di Alex Sandro e Paulo Dybala (16).

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