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Higuain festeggia, ma occhio alla beffa sorteggio

L’attenzione-si legge sul QS– è già proiettata a metà febbraio quando si giocherà l’andata degli ottavi: alla vigilia si era parlato talmente tanto del sorteggio e dell’incubo madridista che la partita contro la Dinamo Zagabria è sembrata passare in secondo piano anche per i protagonisti in campo. La squadra di Allegri, ribaltata da infortuni e turnover, per un tempo intero giochicchia e non si rende mai pericolosa. Quarantacinque minuti regalati alla squadra con i peggiori numeri di tutto il torneo continentale: la squadra di Zagabria esce infatti senza aver segnato nemmeno una rete e con quindici palloni al passivo. Una difesa a dir poco allegra lascia spazi devastanti che una Juve lenta e prevedibile non riesce mai a sfruttare finché Higuain non interrompe il mini digiuno di quattro partite e trentacinque giorni scaraventando nel sacco il secondo pallone giocabile della sua serata. Un destro terrificante quando il secondo tempo è iniziato da sette minuti: la partita si incanala inevitabilmente sui binari di un allenamento in vista dei pressanti impegni prenatalizi di Buffon & C. Prima il derby in casa del Torino, poi lo scontro al vertice con la Roma e infine la Supercoppa italiana del 23 a Doha con il Milan. La Dinamo non reagisce, sugli spalti a Torino ci si gode anche il risultato che arriva da Madrid, prima che il Borussia riesca a segnare il 2-2. A rendere ancora più sereno l’ultimo impegno del girone arriva il raddoppio di un sempre più convincente Rugani alla seconda rete di testa consecutiva dopo quella all’Atalanta e al primo gol europeo.
DÀ ANCORA buone sensazioni la posizione di Pjanic alle spalle della coppia d’attacco, anche se l’avversario non è esattamente quello più probante. Ma il bosniaco, senza brillare, conferma che è quella la posizione giusta per non finire risucchiato nelle dinamiche di un centrocampo a cinque in cui soffre dello scarso dinamismo e propensione alla copertura. Gioca invece una straordinaria partita, l’ennesima, Mandzukic che si fa vedere in ogni zona del campo. Il migliore interprete del ruolo di attaccante al servizio della squadra a cui è mancato solo il gol. Si rivede anche Dybala che nei minuti finali riesce anche a concludere in porta con un sinistro velenoso ma sfortunato. Insomma, a Torino va tutto bene. A Madrid molto meno.

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