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FLORENCE, ITALY - JANUARY 05: Davide Astori of ACF Fiorentina in action during the serie A match between ACF Fiorentina and FC Internazionale at Stadio Artemio Franchi on January 5, 2018 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

I risultati parlano chiaro: Davide Astori si poteva salvare

Su La Nazione stamattina si parla dei risultati delle analisi in seguito alla morte del numero 13, un resoconto sconcertante e che fa venire voglia di mangiarsi le mani: «Davide Astori si poteva salvare, se si fosse intervenuti in tempi rapidi con un defibrillatore» sostiene Gaetano Thiene, professore ordinario di Anatomia patologica speciale all’Università di Padova, cui – assieme al collega, il prof Carlo Moreschi – è stata affidata, dalla procura di Udine, la perizia medico-legale sul caso della morte improvvisa del capitano viola. Si poteva salvare se l’episodio tachiaritmico che gli è stato fatale fosse successo di giorno, in un luogo facilmente raggiungibile, se qualcuno si fosse accorto della sua perdita di conoscenza. E comunque se si fossero attivati immediatamente i soccorsi. Perché Davide «è morto a causa di una fibrillazione ventricolare», come spiega al telefono il professor Thiene. La forma più maligna di fibrillazione (da non confondere con quella atriale, molto comune). Che è catalogata, dalla comunità scientifica internazionale, fra le cause principali di morte improvvisa cardiaca. Un’aritmia caratterizzata da contrazioni rapide, inefficaci e irregolari dei ventricoli che, per conseguenza, non riescono a pompare sangue per irrorare il cervello e gli organi. Unica salvezza, in questi casi, è l’intervento immediato con il defibrillatore: somministrando uno shock elettrico al miocardio. Praticamente erogando un’elevata quantità di corrente elettrica per brevissimo tempo (qualche secondo), viene abolita temporaneamente ogni attività elettrica che consente al cuore di riprendere la sua fisiologica attività ritmica.

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