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I SEMI DI KEAN, Come Moise si è preso la Juve

In una stagione ancora piena di record, la Juve ha trovato il tempo di far sbocciare in casa definitivamente un altro fiore nel campo d’orato che si ritrova. In grande collaborazione con Roberto Mancini, tecnico che ha già dimostrato di vederci lungo con i ragazzi azzurri, i bianconeri si coccolano Moise Kean, la stella del futuro che ha già iniziato a brillare. Il nome dell’attaccante classe 2000 è sulla bocca di tutti ormai da diversi giorni, offerte che potrebbero far vacillare sono pronte ad essere recapitate a Torino, ma la società torinese è una di quelle che quando vuole non ci sente. State pur certi che il giovane bomberino vestirà la casacca della Vecchia Signora a lungo, aldilà del progetto tecnico che sarà a partire dalla prossima estate. Questo perché in Kean hanno sempre creduto tutti e continueranno a farlo anche i prossimi addetti al lavoro. Uno dei pochi millenials ad avere sulle spalle già tre stagioni di Serie A in rosa, ma la fiducia in questo ragazzo nasce in modo particolare la scorsa estate. Lo scorso luglio sbarcava in bianconero Cristiano Ronaldo, quel ragazzo che ha allestito una bella collezione di Champions e palloni d’oro. Accanto a CR7, là davanti Mandzukic, al proprio rientro dopo il super mondiale con La Croazia, era pronto a prendersi il posto per sostenere il campione portoghese in campo. Dietro l’ex attaccante di Atletico e Bayern, nelle gerarchie, Max aveva dato le chiavi proprio a Kean. Tutto ciò sta a significare quanto le capacità di questo ragazzo fossero già note. Eppure in passato, ad esempio nelle prime squadre di Conte, la Juve arrivava a vantare anche 4 attaccanti centrali, segno che la prorompenza fisica e l’adrenalina in corpo che Moise ha mostrato hanno fatto sfregare subito le mani dalle parti della Continassa e fatto sì che in una stagione come questa, con obiettivi non proprio di basso rango, si puntasse su di lui. Così si è arrivati al suo periodo d’oro. Adesso non servirà altro che proseguire a far crescere il ragazzo rispettando i tempi e farlo maturare negli aspetti più difettosi, ad esempio nella freddezza sotto porta, anche se trovare suoi coetanei con l’istinto da killer è cosa ben rara. Tutto il tempo è dalla parte di Kean, la carta d’identità più che sorridere regala risate, lui intanto pensa a far contenti i tifosi.  Il fattore più importante sarà tenere la testa sulle spalle, in questo caso servirà il giusto tatto da parte chi lo accompagnerà nel prossimo futuro. I semi sono stati piantati, adesso non resta altro che continuare a vedere i frutti.  

 

Articolo di Vincenzo Pennisi

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