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Il Frosinone inguaia la Juve. Arrivano i fischi: lo scudetto scappa

Quando tiri più di 20 volte verso la porta avversaria, non puoi ridurti a difendere negli ultimi minuti uno striminzito 1-0. Lo Juventus Stadium resta tabù per i bianconeri, terza gara interna senza vittorie (secondo 1-1 consecutivo) e Inter lontanissima: i nerazzurri comandano con 15 punti, i campioni (un solo gol nei primi tempi) sprofondano a -10. Scudetto compromesso a settembre: incredibile! Gode il Frosinone, primo punto in A, dopo 4 k.o. consecutivi. Fino a ieri solo Soddimo aveva segnato fra i ciociari. Blanchard entra nella storia del suo club e scatena i fischi del popolo bianconero.
DYBALA IN PANCA, PERCHé? Allegri vara una nuova versione della Juve. Fra test, infortuni e turnover, mai la stessa formazione in questa stagione. Ci può stare in presenza di una rosa profondamente rivisitata e ringiovanita, non mancano spunti interessanti e scelte discutibili. I campioni d’Italia iniziano con Neto fra i pali, quindi Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci e Alex Sandro dietro, ancora Lemina guardiano davanti alla difesa, Sturaro e Pogba gli interni, infine tridente offensivo con Zaza centrale, Cuadrado e Pereyra esterni. Buffon a parte (il capitano si gestisce da solo), saggio concedere un turno di riposo a Chiellini e a Evra, giusto dare continuità a Lemina (fuori Hernanes), un po’ meno comprensibile l’ennesima esclusione di Dybala. Così nelle ultime tre gare l’argentino: zero minuti a Genova, poco più di dieci in Champions, a Manchester, e ancora in panchina ieri sera con il Frosinone. E sulla carta le prospettive immediate non sono buonissime contro Napoli e Siviglia, soprattutto se dovesse recuperare al cento per cento Morata. Insomma, non siamo ancora al caso, ma è di certo al momento scarsa la sintonia tecnica fra Max e Dybala. Stellone risponde con un ordinato 4-4-2, in avanti Daniel Ciofani e il cileno Castillo.
PICCOLO TROTTO La Juve prende subito in mano la partita, il ritmo è però tutt’altro che esalante. Dalla trequarti tocca a Cuadrado e Pogba cercare la giocata vincente. Il colombiano ci prova da fuori (rasoterra a lato), Pogba manda di poco alto con un destro a girare, poi colpisce la traversa su cross dalla sinistra di Pereyra. Nel frattempo, Zaza cicca sotto porta una mezza rovesciata non troppo complicata. Il Frosinone incassa a centro ring, non deve quasi mai appoggiarsi alle corde e ogni tanto lascia partire il colpo. Uno di questi per poco non va a segno: palo di Castillo, poi destro di Frara che Barzagli respinge sulla linea di porta con corpo e braccio, rischiando qualcosina.
CAMBIO DI MARCIA La musica cambia dopo l’intervallo. Allegri lascia nello spogliatoio Lichtsteiner e Sturaro: dentro Chiellini e Dybala. Si passa al 3-5-2, con esterni parecchio offensivi: Cuadrado e Alex Sandro. Il colombiano in particolare staziona quasi costantemente a ridosso delle punte. Dybala ci mette subito freschezza e fantasia, e tutta la squadra sembra ingranare due marce in più. L’argentino spara dalla distanza: respinge a fatica Leali. Intanto decolla Zaza: traversa di testa, poi il gol con un destro dal limite sporcato da Blanchard. Esordio da titolare, ed ecco il timbro del lucano, finora ai margini del progetto Allegri. Ora sì che il Frosinone piega le ginocchia. Stellone corre ai ripari con Tonev, prima a destra in un 4-4-2 offensivo, poi più avanti (dentro anche Dionisi) quando i ciociari passano al 4-3-3 puro. A campo aperto il muro Barzagli-Bonucci-Chiellini è insormontabile, la Juve 2015-16 di campionato è però distratta, e in pieno recupero, su angolo, lascia tutto solo Blanchard per la testata vincente. Dorme Pogba, in quell’area sono comunque in tanti con la testa già nello spogliatoio, scrive La Gazzetta dello Sport.

 

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