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Il risveglio della Juve? Riecco Pirlo, Vidal e Tevez

C’era una volta la Juve rimasta orfana di Tevez, Pirlo e Vidal: tre fuoriclasse persi in una volta sola, un brutto colpo. Come faremo senza di loro? Si chiedevano i tifosi, bollandoli come insostituibili. Si dice che le parole le porta via il vento e quattro mesi dopo non c’è più tutta questa gente che soffre di nostalgia. Merito dei passi avanti in classifica ma anche di giocatori vecchi e nuovi che non li fanno rimpiangere. Merito della forma ritrovata di Marchisio, che non è Pirlo ma sa come girare un film d’autore, merito di Sturaro che sta studiando da Vidal e di Mandzukic e Dybala che insieme fanno il miglior Tevez.
OSCAR IN REGIA I paragoni sono inutili, perché non scopriamo oggi che Marchisio non è Pirlo. Però ha trovato il modo giusto di interpretare il ruolo, con meno inventiva e più solidità. Ciò che serve in questo momento a una squadra che aveva perso certezze in difesa, anche perché poco protetta dal centrocampo. Marchisio ha scelto la cosa più semplice: si è messo a fare il guardiano del faro, giocate semplici e zero sprechi. Soprattutto senza Khedira, di nuovo infortunato, ci voleva uno che desse ordine e disciplina, anche per consentire più libertà alle mezzali. Con lui in campo la Juve non ha mai perso: 11 presenze, 7 vittorie, 4 pari e 3 gol subiti. Il suo rientro a pieno regime dopo il doppio infortunio è una delle chiavi del cambio di passo.
INSERIMENTI GUERRIERI Non prendetela come una bestemmia: il giovane Stefano deve ancora pedalare per arrivare ai livelli di Re Arturo. Però lo Sturaro visto col Palermo è il più somigliante al Guerriero cileno. La foga e il ghigno non gli sono mai mancati, adesso è diventato anche intraprendente. Le tre partite di fila gli hanno fatto bene: a Palermo oltre al solito lavoro in fase difensiva (guarda caso, la Juve non ha subito gol nelle ultime tre gare) è stato propositivo e molto partecipe alla fase offensiva. Alcuni inserimenti (soprattutto quello del gol) ci hanno ricordato il miglior Vidal. Ecco, se Sturaro inizierà anche a segnare farà il salto di qualità, perché alla Juve manca parecchio l’apporto realizzativo del centrocampo. Finora ha già collezionato 12 gettoni, 3 in meno dello scorso anno (quando arrivò a gennaio).
IN DUE PER CARLITOS Sostituire Tevez è più difficile perché Carlitos è un giocatore double face : tecnico e rapace, fantasioso ma anche spietato al momento opportuno. Mandzukic lo ricorda per la cattiveria: 2 reti nelle ultime 3 gare, 6 centri del croato e 6 vittorie per la Juventus, Mario non fa mai gol banali. Dybala invece ne sta raccogliendo l’eredità per il modo di giocare: Allegri gli chiede i movimenti che faceva l’argentino, un po’ attaccante classico e un po’ trequartista, con licenza di abbassarsi quando serve e di svariare su tutto il fronte d’attacco, per non dare punti di riferimento ai difensori avversari. «Paulo è un Tevez con 10 anni di meno, quindi meno cattivo», disse Allegri in estate. Quando Dybala avrà anche quella cattiveria, la metamorfosi sarà completa. Per ora segna, fa assist e si sacrifica come faceva Carlitos. Al resto ci pensa Mandzukic, aiutato dal fisico e dal carattere. Come Tevez, lui s’esalta nelle battaglie. Nel gol al Palermo c’è tutto Mario, l’uomo dei gol che contano. Curiosità: Tevez l’anno scorso dopo 20 partite aveva segnato 12 gol, Dybala e Mandzukic insieme ne hanno fatto uno in più (13), scrive La Gazzetta dello Sport.

 

Marchisio 4

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