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INTER, Le strategie nerazzurre per convincere Dybala e chiudere lo scambio

l’Inter è fiduciosa di avere un poker di argomenti che possono fare breccia nel “cuore” di Dybala per poter far leva sul calciatore e concretizzare lo scambio con Icardi. La prima cosa da fare è stimolarne l’orgoglio: se il futuro bianconero di Dybala è diventato «traballante» la colpa è dell’ultima stagione. Nella Juve di CR7 è diventato quasi marginale, l’Inter gli proporrà un ruolo da «attore protagonista». E il film sarà, se non un colossal, una pellicola d’autore: l’arrivo di Antonio Conte e la volontà di lottare subito per il titolo in campionato e per far strada in Champions posso restituirgli un palcoscenico di alto livello europeo. La «Joya» diventerebbe la stella quasi incontrastata della squadra del tecnico leccese, che lo apprezza e potrebbe riportarlo ai livelli del 2017-18 (22 gol in campionato, 4 in Champions). Conte, dopo la prima stagione (con titolo) al Chelsea chiese ad Abramovich, come riportò la stampa inglese, di bussare alla Juve per Paulo. Allora non fu accontentato, due anni dopo le cose potrebbero cambiare. Di sicuro Beppe Marotta collaborerà, e la sua presenza è un secondo asso che l’Inter può giocarsi. L’attuale a.d. nerazzurro fu l’uomo che portò a Torino Dybala, ventunenne, per una cifra importante, al tempo era vista quasi come una scommessa. Marotta per Dybala sarebbe una garanzia e una protezione: lo è stato in bianconero (in fondo i problemi di Paulo sono cominciati dopo), lo sarebbe a maggior ragione all’Inter. L’argentino sarebbe il primo vero colpo pesante dell’a.d., le loro sorti sarebbero «legate» e li unirebbe anche la volontà di battere il loro ex-club.

I partner giusti

Uno status da star, un tecnico che punta su di lui, una sponda in società: poi però bisogna andare nello spogliatoio e in campo. Anche qui i nerazzurri pensano di avere carte vincenti. La prima ha la faccia risoluta di Lautaro Martinez: il feeling con il Toro è nato nei ritiri dell’Argentina, durante l’auto-esilio di Leo Messi. Allora lo juventino e l’interista vennero individuati da Scaloni, ma anche da stampa e sponsor, come le nuove facce della Seleccion. Posarono insieme nelle presentazioni delle nuove maglie, si diedero carezze nelle dichiarazioni alla stampa («Mi trovo benissimo con lui, ci intendiamo bene», disse il Toro) e partirono titolari in coppia contro il Marocco, a fine marzo, quando già erano partite voci di un futuro insieme. Quel match non fu uno spettacolo e i due si trovarono poco, ma sembrò un incidente di percorso. Poi è tornato Messi e si è ripreso i riflettori, ma Paulo e Lautaro avranno modo di riallacciare e approfondire i rapporti nella prossima Coppa America. Se dovesse arrivare Dybala, le ricerche in attacco sarebbero finite e il reparto completato da Dzeko. Edin è un altro «benefit» da offrire a Dybala: il bosniaco, a livello tecnico, è il centravanti con cui ogni «seconda punta» vorrebbe giocare. Apre spazi e difese, favorisce gli inserimenti, viene accusato talvolta di eccessivo altruismo. Chi gioca con Dzeko diventa top. Lo confermano i partner della sua carriera: Grafite con lui diventò capocannoniere, al City accompagnò l’ascesa di Aguero, alla Roma esaltò Salah che poi avrebbe proseguito la corsa al Liverpool.Paulo, in carriera altalenante a livello di gol realizzati, potrebbe essere il prossimo ad usufruire della cura-Dzeko. Ce n’è abbastanza per convincere un gioiello utile? Lo riporta la Gazzetta dello Sport.

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