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Juve, adesso fai paura: le seconde linee la nota più bella

La Juventus torna allo Stadium dopo quasi 20 giorni dall’ultima volta e lo fa nel migliore dei modi, abbattendo un Pescara che non rappresentava di certo una minaccia, ma pur sempre un’insidia. I ragazzi di Oddo infatti, nonostante la negativa posizione in classifica, si sono sempre distinti per il gioco espresso e per l’ordine tattico manifestato in campo, fattori che hanno permesso al Pescara di mettere in difficoltà squadre di tutto rispetto come Napoli, Milan e Inter. In più c’è da sottolineare i soliti maledetti infortuni, che hanno impedito ad Allegri di usufruire di pedine importanti come Chiellini, Barzagli, Dybala, Pjaca e, infine, non è da sottovalutare l’incombente impegno europeo contro il Siviglia, una gara chiave per ipotecare il passaggio del turno e che ha spinto il tecnico livornese a tenere a riposo i vari Buffon, Marchisio, Pjanic e Dani Alves. Insomma, c’erano tutti i pretesti per incorrere in una brutta figura, ma la Juve non ha solo vinto, bensì ha convinto, divertito, segnato e incassato il minimo indispensabile, regalando a Neto il privilegio di chiudere il match a porta inviolata. Un successo questo che porta la Juventus a 33 punti dopo 13 gare, un’enormità come ha giustamente sottolineato Sarri dopo la vittoria del suo Napoli ad Udine, un bottino che fa parlare di una prima e vera fuga della Vecchia Signora, a più nove dai partenopei e a a sette lunghezze di vantaggio dalla Roma, impegnata domani nell’ostica trasferta di Bergamo contro la rivelazione Atalanta.

Ma quello che più colpisce in positivo della notte dello Stadium, la nota più bella di questa vittoria, è sicuramente la prestazione offerta dalle cosiddette “seconde linee”, per quanto il blasone e la fama di certi nomi possa permetterci di definirle tali. Oggi in campo c’erano almeno sette riserve fra le fila bianconere, da Neto a Mandzukic, passando per i vari Rugani, Lichtsteiner, Evra, Hernanes e Asamoah, una scelta quasi forzata da parte di Allegri dato il calendario fitto di impegni, ma tuttavia niente affatto infondata  o avventata. L’allenatore bianconero, infatti, si fida totalmente delle sue riserve, forse ancora più di quanto facesse ad inizio stagione, quando gli europei estivi e il rientro posticipato di molti giocatori, oltre agli infortuni e al mercato, lo avevano obbligato a schierare in più di un’occasione una Juventus versione B. Adesso, però, lo sfondo sembra totalmente diverso e due giocatori in particolare lo dimostrano: oltre alla solita sicurezza garantita da Rugani, Evra, Lichtsteiner e compagnia bella, spicca la totale metamorfosi subita da Hernanes e Mandzukic. Per quanto riguarda il centrocampista brasiliano, ormai è sempre più chiaro che, in assenza di Marchisio, il ruolo di regista debba essere affidato a lui. Rispetto a qualche mese fa, appare molto più carismatico e coraggioso, intraprendente nel chiedere la palla e veloce nel giocarla. Non ha paura di prendersi le sue responsabilità, di provare conclusioni da fuori area, tutti pregi e miglioramenti che lo hanno portato a trasformare i continui mugugni del popolo bianconero in applausi sempre più rumorosi. Il gol di stasera è il coronamento d un percorso di crescita che non si dovrà fermare e che, chissà, potrebbe spingere Marotta e Paratici a non cederlo a gennaio, considerando anche le partenze per la Coppa d’Africa di Asamoah e Lemina. Mandzukic, dal canto suo, dopo un inizio veramente difficile che, a detta dello stesso Allegri, lo ha logorato dentro, è definitivamente tornato quel centravanti croato che corre, pressa, segna e fa segnare, quell’attaccante che ogni allenatore vorrebbe in rosa. Approfittando degli stop forzati di Pjaca e Dybala, Mario si è caricato la squadra sulle spalle, imparando a dialogare con Higuain, l’attaccante che ne minacciava il posto da titolare, e segnando con una certa continuità (tre gol e un assist nelle ultime quattro di campionato).

La Juventus comincia, dunque, a fare davvero paura e aspetta con trepidazione il momento in cui sarà possibile contare sull’intera rosa a disposizione di Allegri, un’armata devastante che partirà alla conquista dell’Italia e dell’Europa e che ha intenzione di smentire tutte le critiche piovutele addosso in questi primi mesi stagionali. Ci sarà da divertirsi, soprattutto se le “seconde linee” giocheranno sempre  così.

 

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