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Juve bella solo a metà ma la testa non era a Siviglia

E’ accaduto proprio quello che non doveva succedere: La Juventus è caduta nella calda Andalusia e il Manchester City ha regolato i tedeschi del Borussia M., una triste combinazione che costringe i bianconeri ad un sorteggio da brividi in vista degli ottavi di finale. Non bastano, dunque, le tre vittorie e i due pareggi ottenuti in questo combattutissimo girone per assicurarsi un primato tanto meritatamente conquistato quanto meritatamente perso. Eh già, la Juventus aveva ben due risultati su tre a sua disposizione per dormire sonni tranquilli fino al 14 dicembre, giorno del tanto atteso sorteggio di Nyon, ma è riuscita ugualmente a buttare tutto quanto di buono era stato fatto fino a questo momento, con una prestazione solida e convincente nei primi 45 minuti, decisamente non all’altezza nella ripresa, quando ha totalmente lasciato il pallino del gioco agli avversari, arretrando troppo nei pressi della propria area di rigore fino a subire il colpo di testa vincente dell’ex Llorente. L’amarezza è tanta, sia perché è arrivata la prima sconfitta europea di questa stagione, sia perché  questa avrà delle conseguenze molto pesanti. Bayern Monaco, Barcellona, Real Madrid, Atletico Madrid sono, infatti, solo alcune delle temibili squadre che l’urna potrebbe riservare ai bianconeri, la giusta punizione per chi ha avuto la possibilità di giostrare il proprio destino nel migliore modo possibile senza però rivelarsi capace di svolgere un tale compito, compiendo un imperdonabile testacoda proprio quando il traguardo sembrava così meravigliosamente vicino. Pazienza, è andata così ed è inutile piangere sul latte versato, anche perchè, per quanto possa sembrare assurdo, ci sono delle note liete da rilevare al termine di questa prima fase della Champions League: prima di tutto la Vecchia Signora è riuscita a qualificarsi al turno ad eliminazione diretta, impresa niente affatto facile da pronosticare a settembre. Inoltre, nonostante il percorso europeo della squadra di Allegri sia stato fin qui sempre eccezionale, queste sei partite hanno contribuito all’esponenziale crescita tecnica e caratteriale di una compagine che, in un primo momento, sembrava lontana parente di quella devastante armata che solo un anno prima era arrivata a toccare con un dito il sogno del triplete, dimostrandosi un prezioso terreno di conforto e una vitale sorgente di autostima durante i duri momenti vissuti in campionato. Infine la Juve è sempre la Juve e, secondo la mentalità vincente che da sempre caratterizza la storia di questa squadra, nessun avversario è temuto a prescindere e mai si parte sconfitti. Nel caso dovesse capitare una sfida contro un top club, allora questa sarà l’occasione buona per misurare e giudicare le reali capacità di Buffon e compagni, l’assist per capire se i bianconeri meritano o meno di andare avanti in questa prestigiosa competizione, dove solo chi è campione può regalarsi delle belle soddisfazioni. Detto questo, sarebbe meglio evitare Bayern Monaco e Barcellona, due formazioni al momento pressoché imbattibili.

Certo, l’atteggiamento avuto dalla Juventus questa sera è più indicativo di quanto si possa pensare: totalmente in controllo della partita nel primo tempo, la squadra bianconera è poi crollata sotto i colpi degli avversari nel secondo, come se fosse stata improvvisamente staccata la spina, come se la testa fosse passata altrove. Se poi a questo aggiungi il fatto che Allegri ha preferito lasciare a Torino i vari Zaza, Mandzukic, Evra, Khedira, Lemina e Asamoah, portandosi in panchina molti ragazzi della Primavera, allora qualche dubbio comincia a venire: la testa era più a Siviglia o alla sfida contro la Fiorentina? Infine ascolti le dichiarazioni di Allegri al termine della partita e il dubbio si trasforma in una incrollabile certezza, in una risposta scontata: “Dobbiamo essere bravi a rituffarci con la testa in campionato già dalla prossima partita perché ci aspetta uno scontro diretto con la Fiorentina più importante del match di questa sera” Queste le parole del tecnico livornese, che sembrano più un monito per i gigliati che un alibi per giustificare la pesante sconfitta subita dalla propria squadra. E’ innegabile che la sfida con i viola ha una valenza superiore rispetto all’ impegno di Siviglia. Per quanto quest’ultimo fosse importante per garantirsi un futuro europeo più roseo, il match di domenica sera risulta del tutto fondamentale, soprattutto alla luce delle ultime vicende che hanno caratterizzato il nostro campionato. I bianconeri sono, infatti, la squadra forse più in forma del torneo, con un’autostima rigenerata e una fame ritrovata grazie ai cinque successi consecutivi ottenuti nelle ultime settimane. Dall’altra parte la squadra di Sousa gioca il calcio più bello d’Italia, pregio che ha reso possibile l’impresa di raggiungere la seconda piazza della classifica, dopo averne ricoperta la prima. Sarà, dunque, un test decisivo per il morale della squadra e soprattutto per la classifica. Allegri questo lo sa bene e le scelte di stasera ne danno un’ulteriore conferma.

Il turn over dell’ allenatore livornese non ha favorito Rugani, ancora a zero presenze in questa stagione. Discorso diverso, invece, per Alvaro Morata, colui che più di tutti è stato oggetto di acerrime discussioni nelle ultime settimane. L’attaccante spagnolo, finalmente titolare dopo una serie di fastidiose panchine, non ha però approfittato dell’occasione concessagli, rendendosi autore di un grave sbaglio sotto porta che avrebbe potuto spianare ai compagni la strada del primato. A questo punto parlare di crisi per la giovane stella del calcio spagnolo non è poi forse così proibitivo. Il ragazzo appare, infatti, sfiduciato, insicuro, più rassegnato che nervoso. I gol, così come le entusiasmanti cavalcate in direzione della porta avversaria che hanno emozionato i tifosi juventini, sono orma un ricordo lontano. Certo, come sempre accade nei periodi di magra ad ogni attaccante, la fortuna non gli è amica e magari molti dei palloni che ora, purtroppo, non vanno a buon fine, l’anno scorso avrebbero trovato la via del gol, ma questa non può essere una scusante. Morata deve tornare a fare il Morata che noi tutti conosciamo, dal momento che, Allegri dixit, ha tutte le qualità per diventare uno dei migliori giocatori al mondo.

Niente drammi, quindi, sebbene sia grande la sensazione di aver sciupato qualcosa di davvero importante. Domenica sera ci sarà la prova del riscatto, la partita della verità, l’occasione migliore per girare pagina, mettere da parte il capitolo riguardante la Champions e finire quello della rimonta.

 

 

 

MASSIMILIANO ALLEGRI 01

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