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Juve-Camp Nou, a voi due. Luis Enrique, sei sicuro della tua strategia?

Ci siamo, mancano meno di ventiquattro ore alla trasferta del Camp Nou. O meglio, all’inferno del Camp Nou. Già, perché ad aspettare la Juventus ci saranno 100 000 voci, pronte ad urlare, incitare e fischiare. Insomma, il classico dodicesimo uomo in campo, che però mai come in questo caso vale per due. La missione per i bianconeri è quella di conservare il vantaggio, anche se è forte la consapevolezza che non basterà solo difendersi. Per evitare la fine del Psg ed ottenere la qualificazione in finale, sarà infatti necessario segnare almeno un gol, se non addirittura due. Lo ha detto Dani Alves, lo hanno imitato anche Allegri e Gonzalo Higuain. Parliamoci chiaro: punire questo Barcellona non appare impossibile, anzi. I problemi difensivi manifestati a Torino non possono essere stati eliminati nel giro di sette giorni e la Juventus è su quelli che dovrà colpire l’avversario. A spingere i bianconeri non è solo l’importanza della gara in sé o la consapevolezza di eliminare una diretta rivale. A farlo sono anche le parole di Luis Enrique. Il tecnico blaugrana, apparso decisamente nervoso nell’ultima settimana, si è lasciato andare alle solite dichiarazioni di facciata, ai classici slogan che urlano alla rimontada: “Sono disposto a tutto – ha detto – anche a mettere in campo otto attaccanti. Se ho rimpianti per la gara dell’andata? No, anzi. Ho la convinzione di non aver sbagliato niente nella preparazione tattica. Qui al Camp Nou può succedere di tutto, invito i tifosi a non abbandonare lo stadio all’ 80′, perché possiamo fare tre gol in tre minuti”. Parole forti, senza dubbio. Ma siamo sicuri che abbiano incitato la squadra ed intimorito i ragazzi di Allegri? Qui, invece, i dubbi sono molti. Sì, perché Messi e compagnia non possono aver digerito questo lavaggio da ogni peccato proclamato dal proprio allenatore riguardo alla trasferta di Torino. Troppo orgogliosi per farlo e il fatto che fra l’allenatore spagnolo e il suo spogliatoio non corra buon sangue come una volta è evidente.
Dall’altra parte poi c’è una squadra di campioni, che non ha paura di niente e che di campi importanti ne ha calcati eccomi negli ultimi anni. Un esempio? La gara di Madrid dello scorso anno. Lì bastava un gol per essere eliminati, ma la Juventus riuscì a rimontare il gol incassato (tra l’altro su rigore!) da Cristiano Ronaldo. Ci vuole carattere per certi palcoscenici, un DNA vincente che la Juve ha sempre avuto. E pazienza se tutta Italia, o almeno la gran parte, stasera tirerà per il Barcellona. Troppo forte la voglia di veder cadere i rivali per non farlo, quasi intollerabile l’esigenza di poter esultare dopo le cocenti delusioni degli ultimi anni. È sempre stato così, nulla di nuovo. Starà alla Juventus lasciare tutti senza fiato.

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