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Juve, che Liberazione! Arriva anche lo ‘Scudetto impossibile’

Arriva tutto così, come se fosse annunciato da sempre, come se ognuno sapesse che sarebbe nuovamente toccato ai bianconeri, come se il 34esimo Scudetto fosse già della Juventus sin da inizio. A guardare la classifica ora,a fine aprile, a tre giornate dal termine, spiccano effettivamente i 12 punti che gli uomini di Allegri hanno accumulato sul Napoli, ma la realtà, a ben vedere, è un’altra. Sì, perché un titolo così, forse, non si è visto mai: una squadra data per spacciata dopo 10 giornate, che ha perso troppi campioni tutti insieme, contrassegnata da molti come ‘cantiere aperto’, con un allenatore giudicato ormai senza motivazioni, senza gioco e senza interpreti di spicco, che distava 12 punti dalla prima posizione, non può essere quella Juve lì, che oggi grida al cielo per la quinta volta consecutiva.

E invece, eccola di nuovo davanti a tutti quella formazione senza rivali: dopo la ‘paura‘ di Halloween concisa con la sconfitta del Mapei Stadium firmata dalla punizione di Sansone, la Juventus si è svegliata, ha ritrovato se stessa, il cinismo giusto, testa bassa e pedalare. E così è stato: Fiorentina, Inter, Napoli, Roma, una dopo l’altra affrontate e battute – le ultime due dopo la sconfitta del girone di andata – fino a tornare lassù, dove solo i grandi possono stare. Ventiquattro vittorie in venticinque partite, 73 punti su 75 conquistati, un ruolino ineguagliabile, inarrestabile, impossibile da tenere per chiunque. Quello dei bianconeri è uno ‘Scudetto impossibile‘, un cammino che sembrava inarrivabile fino a pochi mesi fa, che è invece passato per un quarto di finale di Champions soltanto sfiorato e sfumato a pochi minuti dalla fine, per un record fondamentale di porta inviolata, una finale – ancora da giocare – di Coppa Italia, un mercato invernale concluso incredibilmente senza acquisti.
È stato lo Scudetto di Buffon, in grado, a ridosso dei 40 anni, di diventare l’estremo difensore meno battuto in Serie A di tutti i tempi, quello di Dybala, il primo per un ragazzo di 23 anni diventato piano piano imprescindibile per l’attacco più forte della Serie A, di Rugani, arrivato in punta di piedi e ora colonna difensiva, di Morata, innamorato di Torino ma dipendente dal Real Madrid, di un gruppo che ha fatto della fame e della voglia di vincere un leitmotiv estremamente efficace.
Ma è stato anche lo Scudetto degli infortuni: i bianconeri hanno potuto schierare in poche occasioni la formazione al gran completo. Khedira, Asamoah, Pereyra, Caceres, Dybala, Mandzukic, Neto, Marchisio, Chiellini, Barzagli, si sono dovuti fermare almeno una volta nell’arco della stagione, spesso in momenti cruciali, per infortuni più o meno gravi, mentre per qualcuno il Calvario non è ancora finito…

Il caso ha voluto che proprio oggi, in un 25 aprile di doverose celebrazioni e ricordi in occasione del settantunesimo anno dalla Liberazione dal Nazifascismo, per un popolo che ha fatto del bianco e del nero i colori da sempre più abbinati al tricolore – calcisticamente parlando, si intende – ci sia un altro piccolo traguardo da festeggiare, raggiunto da una Signora che è di un anno un po’ più Vecchia, ma di un anno più vincente.

Federico Gennarelli – Twitter: @Belisario88

 

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