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Juve, li hai fatti viola e ora gli avversari hanno paura

La Juventus vince con un indiscutibile 3 a 1 il confronto diretto con la Fiorentina, la squadra che gioca forse il miglior calcio del campionato, supera la Roma, aggancia il quarto posto e consolida la distanza di sei punti dalla vetta della classifica: questo è il bilancio della super sfida che ha illuminato questa sera lo Juventus Stadium, il risultato di una partita attesa da tifosi ed esperti, considerata come un fondamentale crocevia, dal quale si poteva uscire rassicurati o ridimensionati. Parliamoci chiaro, chi aveva più da perdere da questo match era sicuramente la Juventus, che, in caso di sconfitta, avrebbe visto scappare l’Inter a nove punti di distanza e avrebbe rimediato una nuova battuta d’arresto contro una diretta concorrente, una batosta che avrebbe potuto rappresentare una vera e propria mazzata per la testa dei ragazzi di Allegri. Ma la stessa Juventus era la squadra che aveva anche più da guadagnare, dal momento che, vincendo, non solo avrebbe recuperato terreno alle prime della classe, ma sarebbe rientrata definitivamente nella lotta Scudetto, incorniciando la serie di cinque vittorie consecutive con la migliore sesta sinfonia possibile, ossia con il successo sulla formazione che, probabilmente, più ha sorpreso gli appassionati di calcio. Eh già,  la Fiorentina di Paulo Sousa, entrata in campo più consapevole che mai delle proprie potenzialità e delle proprie caratteristiche, ne esce piuttosto ridimensionata. Puoi avere un possesso palla incredibile, puoi nascondere la sfera agli avversari per gran parte della partita, ma per portare a casa i tre punti serve anche tirare in porta e i viola oggi non lo hanno mai fatto. La Fiorentina raccoglie, dunque, la quarta sconfitta stagionale, la terza al cospetto delle rinomate big, un dato che fa sicuramente riflettere, soprattutto perché, nonostante i gigliati abbiano sempre fatto delle belle prestazioni, nelle partite che contano sono sempre arrivati dei brutti passi falsi, eccezione fatta per la trasferta di San Siro contro l’Inter e per la brillante vittoria casalinga ai danni del Milan all’esordio . Insomma, manca sempre qualcosa alla Fiorentina per compiere quel salto di qualità definitivo che le permetterebbe di lottare per il titolo, non tanto dal punto di vista del gioco quanto in alcun aspetti caratteriali. Prendiamo la prestazione della Juventus di questa sera come esempio, con le grintose scivolate di Mandzukic e Dybala a contrastare l’azione viola fin dal principio, con la scrupolosa attenzione difensiva volta a chiudere ogni spazio agli avversari e con la provinciale umiltà e la preziosa pazienza tipiche di chi riconosce il gioco altrui: Allegri schiera sugli esterni Evra per le sue doti da marcatore e crossatore e Cuadrado per la sua grande capacità di ripartire in contropiede, virtù molto utile contro una squadra che ti obbliga a giocare nella tua metà campo con il proprio asfissiante possesso palla. Dall’altra parte Sousa schiera, invece, la sua formazione tipo, molto offensiva ed efficace in fase difensiva soprattutto grazie all’immenso sacrificio tanto inizialmente fondamentale quanto, in fin dei conti, stremante di Alonso e Bernardeschi. In poche parole il tecnico portoghese decide di non snaturare la fisionomia della squadra, nemmeno nella bolgia dello Stadium contro i Campioni d’ Italia, così come al San Paolo davanti ad un Napoli travolgente o in casa al cospetto di una Roma probabilmente non così brillante ma sempre temibile. Coraggio o sfacciataggine? Meglio la temerarietà del portoghese o l’umile accortezza di Allegri? Beh, alla luce dei risultati, appare quantomeno più conveniente la seconda ipotesi. Un altro interessante dato contraddistingue poi la notte dello Stadium: Allegri compie il primo cambio ad un quarto d’ora dalla fine della partita, mentre Sousa aspetta l’ 87esimo, optando per una inusuale tripla sostituzione, segno di quanto, a differenza del collega bianconero, la formazione a sua disposizione sia terribilmente corta e di come l’allenatore gigliato stravolga malvolentieri certe gerarchie, un fattore questo che potrebbe risultare decisivo nella seconda metà di stagione.

La Juventus è, quindi, definitivamente tornata, più decisa che mai a riprendersi ciò che ha lasciato per strada in questi mesi, ossia i tantissimi punti persi nei confronti delle dirette concorrenti. Se serviva la conferma, la prova del nove, questa sera è arrivata in tutto il suo splendore. Una vittoria contro una formazione in salute e avanti in classifica di cinque punti non è mai banale e il tutto è reso ancora più bello e affascinante dalla secolare rivalità che contraddistingue i rapporti fra le due squadre. La sensazione è che Dybala e compagni abbiano ritrovato la voglia e il desiderio di farsi temere e rispettare, la sicurezza dettata da quella consapevolezza di vestire la maglia di un’importante società che, delle volte e soprattutto agli inizi, rischia di destabilizzare gli animi di giocatori molto giovani. E non ci dimentichiamo delle pesanti assenze che, ancora oggi, stanno penalizzando la Juventus, con i vari Khedira, Pereyra e Lemina ancora fermi o in netto ritardo di condizione. E’ innegabile, inoltre, che la società dovrà muoversi anche in occasione della sessione invernale di mercato, perché mai come quest’anno c’è la percezione che il titolo se lo porterà a casa chi saprà riparare nel migliore dei modi alle proprie mancanze. Ma intanto la Juventus continua a vincere, mietendo vittime su vittime, e gli avversari cominciano a temerla.

 

 

Cuadrado

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