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JUVE-LOKOMOTIV, l’unico precedente sorride alla squadra di Sarri

L’unico precedente contro i russi sorride alla Juventus. Ecco quanto si legge sul sito ufficiale:

Juve-Lokomotiv Mosca: un Baggio da Pallone d’Oro

1993-94, Coppa Uefa: la Juve esordisce con un 3-0

Juventus-Lokomotiv Mosca si disputa a Bologna, allo stadio Dall’Ara. E’ la prima gara dell’edizione 1993-94, si parte dai trentaduesimi di finale. I bianconeri sono i detentori del trofeo, vinto pochi mesi prima nella doppia finale contro il Borussia Dortmund. Il 15 settembre 1993 Giovanni Trapattoni opta per uno schieramento che vede schierato Torricelli sulla linea dei centrocampisti insieme a Marocchi e Conte e un attacco con la compresenza di Baggio, Moeller e Ravanelli. La Juve arriva da un pareggio a Foggia in campionato per 1-1, è la gara dell’esordio in Serie A di Alessandro Del Piero. In tribuna, ad assistere alla sfida europea, c’è Arrigo Sacchi, Commissario Tecnico della Nazionale.

IL PRIMO TEMPO

17 tiri a 3 con Peruzzi mai impegnato; 13 corner contro 2 e possesso palla del 55% a favore della Juve: questi i numeri finali della partita. Eppure, al termine del primo tempo, i 25.000 presenti allo stadio salutano il rientro delle squadre negli spogliatoi con i fischi. Non è solo colpa del risultato che non si è ancora sbloccato e che perciò preoccupa essendo la gara d’andata di un confronto a eliminazione diretta, segnare è fondamentale per presentarsi in tranquillità in Russia. La delusione nasce anche dal fatto che la Juve non è riuscita a esprimere il suo potenziale offensivo. Colpa anche del gioco intimidatorio della Lokomotiv, come testimoniano i 22 falli commessi, una quota che in moltissime partite – ancor più in Europa, dove tradizionalmente si fischia di meno – non si registra neanche in tutti i 90 minuti (e saranno 38 alla fine, a fronte dei 15 dei padroni di casa).

I CAPOLAVORI DEL DIVIN CODINO

Nella ripresa il copione cambia totalmente. E a salire in cattedra è il giocatore che alla vigilia si temeva che non potesse scendere in campo per un fastidio al piede: Roberto Baggio. Il 10 bianconero inventa una punizione capolavoro al quarto minuto. L’1-0 ne esalta ancora di più il talento. Ancora da fermo colpisce il palo, con il portiere Ovchinnikov completamente immobile. Il Baggio-show prosegue: una sua conclusione costringe il numero 1 russo a una respinta difficoltosa, sulla quale si avventa Ravanelli per andare a segno. Ma il meglio, deve ancora arrivare. Nel finale Baggio aggancia in area un pallone con un colpo di tacco, scarta due avversari e chiude con un destro di forza. Una delle reti più belle della sua carriera, nell’anno che lo porterà a vincere il Pallone d’Oro. Dopo la rete-capolavoro, Trapattoni gli concederà la standing-ovation: al suo posto entra in campo Del Piero con la maglia numero 16 e per Alex è il battesimo europeo.

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