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Juve, poker di finali per una squadra mai sazia. Matuidi, che bella notizia. Bonucci, favore ad Allegri: ma a Roma sarà scontro da ex

Missione compiuta: la quarta finale consecutiva di Coppa Italia è diventata un pallino sul calendario. La Juventus, infatti, il nove maggio avrà un impegno mica da buttare. C’è chi si segna l’orario di una visita medica, chi una conferenza o un meeting. La squadra di Allegri troverà scritto, invece “Stadio Olimpico di Roma, calcio d’inizio alle ore 21”. Sì, con l’Atalanta è arrivato un altro successo di misura. E’ bastato un rigore di Pjanic per archiviare una pratica niente affatto banale. La squadra di Gasperini infatti, consapevole di dover rimontare lo svantaggio dell’andata, è scesa sul rettangolo verde dello Stadium con coraggio e intraprendenza, arrendendosi solo alla fine. Non che Buffon abbia dovuto sventare chissà quali minacce. Ad impensierirlo solo un palo del Papu Gomez, la classica questione di centimetri che ti fa capire che sarai tu a fare le valigie per la Capitale e non gli altri. Come all’andata, quando Buffon ha ipnotizzato lo stesso attaccante argentino dal dischetto. Il risultato la notizia migliore. Per il bel gioco appuntamento rimandato, ma alla fine “Non deve essere altro che funzionale alla vittoria” Allegri dixit. Fra i pro del pomeriggio freddo e gelido di Torino – che paura quella neve ad un certo punto! – anche il ritorno di Matuidi. Corsa, resistenza, inserimenti e presenza costante nel gioco. La sensazione che il francese sia fondamentale nello scacchiere bianconeri è ancora più forte e nitida di quanto già non lo fosse in precedenza.  Oltre 2000 i minuti che Allegri gli ha concesso, di gran lunga il più utilizzato fra i nuovi acquisti da parte del tecnico livornese. La partita di oggi ne ha spiegato il motivo. A Wembley servirà, così come il Douglas Costa della ripresa, il miglior Dybala e un Higuain ripresosi dall’infortunio alla caviglia. Oggi un’altra manciata di minuti per la Joya, mentre il Pipita – che non si è ancora allenato in gruppo – dovrebbe tornare per la trasferta di Roma con la Lazio.

Quarta finale consecutiva, dunque, per la Juventus. Vittoria numero sedici sulle diciotto gare di Coppa Italia disputate dal 2014 ad oggi. Ulteriore prova di una fame mai doma, di una squadra che non vuole saperne di essere sazia. Fortuna? Sì, anche. Bravura? Molta. Arbitri? Non ne parliamo. Che la trattenuta di Mancini su Matuidi non fosse poi così travolgente, è vero. Ma il tocco di mano di Masiello nel primo tempo rimane sospetto, soprattutto alla luce di quanto visto nella gara di andata, quando Benatia è stato sanzionato per un episodio molto simile. Dopotutto è solo questione di coerenza, che non tutti hanno. Dall’altra parte chi ci sarà? Il Milan di Gattuso e, soprattutto, di Bonucci. Prima finale da avversario dopo l’incubo Real per il difensore. Uno strano scherzo del destino, non c’è che dire. I rossoneri, però, il favore alla Juventus alla fine lo hanno fatto. Già, perché i 120′ giocati dalla Lazio, prossimo avversario dei bianconeri in campionato, fanno sorridere e non poco Allegri. Il tutto condito dalla delusione post rigori, che non è da sottovalutare. Anche perché la trasferta dell’Olimpico, insieme alla sfida casalinga di fine marzo proprio contro il Milan, sembra essere l’unico ostacolo rimasto sulla strada di Buffon e compagni prima dello scontro diretto con il Napoli: Udinese, Spal, Benevento e Sampdoria recita il calendario. Gli azzurri, invece, dovranno vedersela con Roma e Inter nelle prossime due. Insomma, dopo le due trasferte, entrambe vinte, con Fiorentina e Napoli, adesso per la Juventus sembra arrivato il momento di approfittarne. Tre punti contro la squadra di Inzaghi sarebbero oro colato. Poi tutti in albergo e occhi puntati sul San Paolo. Mertens contro Dzeko, Sarri contro Di Francesco. Sabato sera di grande calcio e, chissà, magari anche ricco di piacevoli sorprese…

 

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