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Juve, senti Deschamps: “Matuidi non è felice, Pogba leader tecnico”. E parla di Evra e del campionato italiano

Dopo l’amara finale dell’Europeo persa in casa contro il Portogallo, Didier Deschamps riprende il timone della Francia. E riparte dalla «sua» Italia, quasi per ritrovare il gusto dei primi trionfi e guardare con ottimismo verso il Mondiale 2018. Questa l’intervista a La Gazzetta dello Sport.

Italia-Francia per lei è solo un’amichevole?

«E’ sempre una partita particolare tra due nazioni che hanno cambiato molto e continuano a farlo: di prestigio, anche se poi le partite che contano sono quelle con tre punti in palio».

Non c’è più Conte. Che idea si è fatto di Ventura?

«Non lo conosco di persona, ma ha grande esperienza, ha allenato tante squadre. Se l’hanno scelto è perché lo considerano all’altezza. Ventura può ripartire dallo zoccolo duro che ha fatto bene all’Europeo, ma è giusto che un nuovo c.t. punti anche sui giovani. Lo faccio anch’io».

Ma i giovani della Francia giocano nel Manchester United, al Real Madrid, nel Borussia Dortmund. Quelli italiani in club di fascia media in Serie A.

«Perché stanno bene in Italia e forse perché è più difficile comprarli: costano più dei francesi che vanno via prima. I vantaggi sono differenti. I miei crescono accanto a grandi campioni, i vostri giocano magari con più continuità».

La rinuncia ad Evra: programmata già prima dell’Europeo?

«Se n’era già parlato dopo il Mondiale in Brasile, ma lui è rimasto al top e i giovani non davano garanzie. Nel 2018 Patrice avrà 37 anni e ho scelto di dare più responsabilità ai giovani. Poi non è detto che non lo convochi più».

Pogba può sostituire Evra come leader della Francia?

«A Pogba non chiedo di assumersi nuovi pesi. Gli affido già la responsabilità del gioco. Non ci si sveglia al mattino da leader, lo si diventa un po’ per volta. Serve tempo, anche a lui».

Giusto lasciare la Juve per il Manchester United?

«Paul è stato importante per la Juve, lo sarà anche per il Manchester. Certo, se fosse rimasto alla Juve mi sarebbe andato bene lo stesso. Ma c’erano tanti soldi in ballo».

Chi ci guadagna di più?

«Il giocatore, e l’agente ancor di più. Ma pure la Juve che ha potuto rinforzarsi, e il Manchester United che può contare su un ottimo giocatore. Oggi sono tutti contenti, poi si vedrà con il tempo».

Il Manchester United però non gioca la Champions.

«So che a Paul piacerebbe giocarla. Ma il Manchester vuole vincere la Premier. Giocherà meno gare, ma ne ha fatte tante al top nelle ultime stagioni».

Ha consigliato a Matuidi di andare alla Juve?

«Se Blaise sta a Parigi mi va bene lo stesso, a condizione che giochi tanto come prima. Alla Juve non avrebbe problemi e non lo vedo felice della situazione attuale. Se dovesse sbloccarsi la situazione, gli permetteremo di fare le visite mediche con la Juve senza intralci».

Ha richiamato anche Kondogbia che mancava da tempo.

«L’anno scorso è stato penalizzato dalla stagione dell’Inter. Quest’anno l’ho visto meglio: deve sfruttare l’esperienza dello scorso anno per confermarsi. Ha qualità, è giovane, può maturare ancora».

Cosa pensa della Serie A?

«Juve favorita. Non è meno forte senza Pogba: si è rinforzata bene e ha la cultura della vittoria. Per gli altri sarà dura».

La Juventus ha pescato il Lione in Champions.

«Sulla carta la Juve è favorita, ma il Lione, che ha meno esperienza, ha giocatori di qualità: come Lacazette che tornerà in tempo per la Champions.

Quando vede Mourinho, Guardiola e Conte, non le viene voglia di allenare in Premier League?

«Sì, i migliori giocatori e allenatori sono in Premier, ma sono contento dove sto. Ne riparliamo casomai dopo il 2018».

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