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Juventus chiamata a reagire contro la Samp dopo il disastro Italia

Come riporta oggi Tuttosport, la Juventus si prepara per la sfida di Marassi che assume per i bianconeri (in discreta parte scottati in prima persona dalla débâcle contro la Svezia) un coefficiente di difficoltà tendente all’alto/altissimo. Ché è vero, da un lato, che la cocente delusione azzurra rappresenterà uno stimolo in più in termini di voglia di riscatto: c’è stato quasi una sorta di patto in seno allo spogliatoio bianconero incentrato sulla necessità di dare il massimo per provare a regalare a Buffon scudetto e Champions League in quello che verosimilmente sarà l’ultimo anno di attività. Ma è anche vero, dall’altro lato, che “la botta” c’è stata e, nell’immediato, non è così scontato che possa risultare indolore e senza conseguenze. Allegri dovrà essere bravo a gestire Gigi Buffon, Andrea Barzagli, Giorgio Chiellini e Federico Bernardeschi e a fare in modo che resettino e facciano piazza pulita di delusioni e rammarico.

Al di là dell’aspetto psicologico, c’è anche quello più prettamente fisico che contribuisce a creare più d’una insidia e discriminante. Considerando, si intende, la stanchezza accumulata negli impegni con le Nazionali e gli acciacchi rimediati. Cuadrado in primis, è da maneggiare con cautela. Pure Pjanic è reduce da stop mentre Höwedes è recuperato ma sprovvisto di ritmo partita.

Tutto questo, al cospetto d’una squadra – la Sampdoria – che può a buon diritto esser considerata quale rivelazione di questa prima parte di stagione, insieme con la Lazio. I blucerchiati, in proporzione, sono… un Napoli. Organizzazione tattica fin nei dettagli, gioco meccanizzato con schemi proposti e riproposti a memoria, analoghi principi di gioco, grande ricerca del possesso palla. Non stupisce che Sarri si sia prodotto in più occasioni in grandi attestati di stima nei confronti del collega Giampaolo: «La Sampdoria è una squadra che gioca a calcio, che ha qualità, pericolosità offensiva notevole e organizzazione difensiva buona. E ha un allenatore che ha idee e che io ho sempre stimato molto».

Infine c’è “l’effetto Juve”, che induce chi ci si trova contro a cercare l’impresa. Vuoi per regalare un evento memorabile ai propri tifosi, vuoi per trovare gloria personale e mettersi in mostra: giocatori come Torreira, Praet, Linetty… Profili tra i più interessanti e ambiti, che giustamente cercano di approfittare di queste occasioni per rendersi ancor più appetibili nei confronti di quei top club pronti a fare investimenti di un certo rilievo. Top club tra cui, nel caso di Torreira soprattutto, figura anche la Juventus.

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