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Juventus, ora fai paura! Novembre allo stesso ritmo del super Barcellona

Ogni mese ha il suo fascino. Agosto è facile: sa di vacanza, di calcio che ricomincia, e convince tutti. Novembre è più misterioso ma alla Exor, azionista di maggioranza di Juventus e Fiat Chrysler, piace parecchio: il mercato dell’auto è salito del 23% e la Juve ha ridotto il deficit in classifica del 36%. Allegri ha chiuso ottobre con la vittoria nel derby e nell’ultimo mese ha tirato dritto battendo Empoli, Milan e Palermo: era a -11 dalla prima, ora è a -7, perché in queste quattro giornate ha recuperato due punti al Napoli, tre all’Inter, quattro alla Fiorentina e otto alla Roma. A inizio settimana si è parlato soprattutto di Napoli-Inter, che in effetti non è stata bruttissima, ma il campionato nasconde una notizia qualche punto più sotto: nello stagno della Serie A nuota uno squalo.
LEI E IL BARÇA — La Juve a novembre si è solo avvicinata – infatti Sarri, Mancini e tutti gli altri sono vagamente preoccupati, non ancora terrorizzati – ma numeri e sensazioni fanno intuire che la caccia può continuare. La Juve può salire ancora, esattamente come programmato a inizio novembre, quando Allegri puntava a festeggiare Natale in compagnia, a pochi punti da Napoli, Inter, Roma e Fiorentina. Il calendario non è impossibile: prima della pausa-panettone, Lazio in crisi, Fiorentina in casa e Carpi. Nove punti non sono impossibili. Intanto l’Europa, che quando si parla di taglio del deficit è sempre piuttosto attenta, lascia indizi. Nei cinque grandi campionati, solo due squadre hanno vinto le ultime quattro partite: Barcellona e Juventus. Per quel discorso della compagnia, questa non è male.
COME TEVEZ, SENZA TEVEZ — I motivi della rinascita sono diversi, alcuni piuttosto complicati. Chi ha solo cinque secondi per capire, cominci da un dato: 18%. La Juventus nelle prime dieci giornate era tra le migliori della Serie A per possesso, tiri, occasioni create. Aveva un problema: non segnava mai. Per dirla con la matematica, era ferma all’8% di percentuale realizzativa: otto gol ogni 100 tiri, come se la porta fosse larga due metri e con gli altri giocasse sempre Jascin. Nelle ultime quattro partite, quella cifra è salita al 18%, addirittura oltre il 16% della scorsa stagione quando Tevez, Vidal e Pirlo garantivano cattiveria in area e mira, scrive La Gazzetta dello Sport.
Allegri 5

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