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Immagine presa dal profilo Twitter ufficiale dell'allenatrice.

Juventus Women, i jolly sono finiti: due sconfitte consecutive, ora occorre reagire da Signore

Diciassette vittorie consecutive. Poi, come un fulmine a ciel sereno, due sconfitte contro Brescia e Fiorentina che hanno compromesso solo in parte il cammino verso lo storico tricolore, ma che rischiano di minare le convinzioni e le certezze di una squadra che sta attraversando il primo, vero, momento di crisi della stagione. Le cause di questa fase di appannamento possono essere molteplici, ma partiamo dai dati incontrovertibili, quelli difensivi: 4 gol subiti nelle prime 17 partite, 4 gol subiti nelle ultime 2. La difesa, da bunker imperforabile, è diventata distratta e insicura. Il tutto forse imputabile all’assenza in queste ultime due partite di Ingvild Isaksen, la centrocampista – spesso adattata centrale difensiva – tornata malconcia dalle partite con la sua nazionale. Spesso la norvegese è stata piazzata tra Gama e Salvai, quindi Rita Guarino – mancando un elemento importante – si è vista costretta a modificare l’assetto tattico della sua squadra, passando ad una difesa a 4 dopo molte partite giocate con quella a 3. A tal proposito, il recupero di Isaksen, già in vista della partita di Sabato contro il Ravenna, è un fattore importante che arriva proprio nel momento in cui non si può più sbagliare. Altro elemento da prendere in considerazione, emerso soprattutto nel k.o. contro la Fiorentina, è una condizione atletica precaria. Se fino a qualche settimana fa le ragazze andavano “a tutto gas”, per citare una frase tanto cara sui social alle giocatrici, ora sembrano veramente in debito d’ossigeno; Sabato, a tratti, si è vista una Fiorentina schiacciante, che ha domato a più riprese la Signora ed ha assestato due schiaffoni che, se non fosse per il regalo dell’Atalanta che ha battuto il Brescia al 92’, avrebbero potuto significare l’addio al tricolore. Oltretutto, la stanchezza è comprensibile, considerando che la maggior parte delle componenti della rosa giocano anche in Nazionale. La terza causa di questa piccola crisi, infine, può essere anche di natura mentale: dopo la matematica certezza per l’ingresso in Women’s Champions League e dopo aver visto il traguardo scudetto così vicino (vincendo lo scontro diretto si aspettava solo la matematica), le ragazze di Rita Guarino sono arrivate allo scontro diretto in trance agonistica. Perdendo, dopo una bruttissima prestazione, si sono improvvisamente “scaricate” ed è subentrata forse un po’ di pressione derivata dalla possibilità di perdere un campionato che è stato dominato sotto tutti i punti di vista (basta vedere i numeri prima della partita con le lombarde). Ma la sconfitta insperata del Brescia, che come detto è arrivata all’ultimo secondo dopo un derby rocambolesco con l’Atalanta, potrebbe aiutare a ritrovare quella rabbia agonistica che sembra un po’ smarrita. Ritornare al successo col Ravenna è di importanza capitale, perché le leonesse difficilmente sbaglieranno un’altra partita e perché il contraccolpo psicologico di un altro passo falso potrebbe risultare fatale. Sabato, dunque, la Juventus Women ha un solo risultato utile a disposizione e poi si penserà già al prossimo avversario. Mercoledì prossimo, infatti, a Vinovo sarà ospite di nuovo il Brescia, per la gara valida per i quarti di finale di Coppa Italia. La partita è di quelle secche, una di quelle da non sbagliare. E se vincere aiuta a vincere, allora occorre ricominciare a farlo già da Sabato.

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