Home / News / Khedira continua a giocare ma con meno brillantezza: ecco come è cambiato

Khedira continua a giocare ma con meno brillantezza: ecco come è cambiato

L’edizione odierna di Tuttosport analizza il rendimento di Sami Khedira: ha ritrovato quella continuità in campo che gli mancava dai tempi d’oro al Real Madrid e allo Stoccarda, ma ha perso in brillantezza e in rendimento. Un paradosso, o forse la mancanza di abitudine dopo stagioni trascorse più in infermeria che ad allenarsi e a giocare.
Sta di fatto che il tedesco è in fase calante dopo un inizio stagione assai incoraggiante, per due volte a segno nelle prime due giornate di campionato: la conferma è arrivata dalla prova di domenica a Genova, ma è da un po’ di settimane che Khedira non è più l’elemento insostituibile nel centrocampo bianconero. E anche l’assioma – quando c’è Khedira in campo la Juventus vince sempre – è ormai tramontato.

Probabilmente sta soltanto accusando la stanchezza perché quest’anno Khedira viaggia su una media molto alta di presenze e di minutaggio: dopo tre mesi conta 16 partite tra campionato e Champions, per un totale di 1341 minuti in campo, conditi da tre gol (Fiorentina, Lazio e Pescara) e due assist. Il raffronto con le ultime due stagioni (la prima nella Juventus e l’ultima con il Real Madrid) è disarmante: praticamente sta giocando più del doppio delle altre due annate messe assieme, falcidiate da continui infortuni muscolari che lo hanno costretto a lunghi periodi di stop. In particolare, nell’ultimo anno a Madrid sommava a fine novembre appena 62 minuti in campo.

La continuità ritrovata è la nota positiva: è da quattro anni che il tedesco non giocava così tanto, a dimostrazione che i muscoli non sono così fragili soprattutto con una buona preparazione estiva nonostante le fatiche dell’Europeo. Fanno però da contraltare le prestazioni, soprattutto a stagione inoltrata dove a condizionare il rendimento è sopraggiunta la stanchezza. Khedira può e deve fare meglio, come il resto della squadra, una consapevolezza che lo stesso giocatore esterna: «Sono io il primo a dire che dobbiamo migliorare il nostro gioco sebbene sia una grande qualità riuscire a vincere anche quando non si gioca al massimo. Per le qualità che possiede il nostro collettivo si potrebbe giocare ancora meglio per i media, per i tifosi, per l’allenatore».

Il tedesco, che insieme con Marchisio e Pjanic forma il trio di centrocampo disegnato in estate da Marotta e Paratici, punta il dito sulla concentrazione, che è venuta a mancare, per superare la sconfitta di Marassi. «Le batoste servono, per ricordarsi che non bisogna mai abbassare la concentrazione». E abbraccia il probabile ritorno nella lista dei convocati per la sfida contro l’Atalanta di Paulo Dybala. «Ci è mancato molto, è un giocatore importante per noi: ci arricchisce con le sua caratteristiche tecniche. Riesce sempre a regalare dei momenti speciali, con il suo piede sinistro, con le punizioni e i corner». E chissà che la Joya possa già rientrare per uno scampolo di gioco sabato sera. «L’Atalanta è una squadra molto buona, ma noi siamo la Juventus: dobbiamo batterli».

Check Also

MERCATO, Juventus su Joelson Fernandes dello Sporting Lisbona

La Juventus sarebbe sulle tracce di Joelson Fernandes, ala sinistra portoghese classe 2003 dello Sporting …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *