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La capitale bolle…. e noi ridiamo!

Tutti i tifosi bianconeri ricorderanno il famigerato gesto del violino da parte di Rudi Garcia, una vera e propria sceneggiata messa in atto dal tecnico francese al ventisettesimo minuto  del primo tempo del tanto discusso big match dello Stadium fra Juventus e Roma, quando alla formazione bianconera fu concesso un rigore dubbio a causa dello sventurato salto di Maicon a gomito alto sulla punizione dal limite di Pirlo; nessuno, inoltre, avrà dimenticato le dichiarazioni al veleno dei vari De Sanctis, Totti, De rossi, Nainggolan o dello stesso Rudi, convinti che, finché ci sarà la Juventus a calcare i campi italiani, il massimo a cui potrà aspirare una qualunque formazione sarà la seconda posizione, dal momento che ci sarebbe un disegno, un progetto, un sistema solo ed esclusivamente a tinte bianconere. Per settimane non hanno fatto altro che risuonare per tutta la penisola le parole dei più importanti quotidiani romani, così come le accuse delle radio e degli opinionisti capitolini, loro che, figuriamoci ,non si sono ancora ripresi dal gol di Turone. Mentre nella capitale infervorava la più cruda e rozza polemica, mentre a Trigoria i giocatori, increduli, guardavano e riguardavano gli highlights della partita, ecco che a Vinovo Buffon e compagni tornavano a lavoro, a sudare nel campo, a sporcare di terra i propri tacchetti e questa diversa mentalità, questo atteggiamento da veri campioni a dispetto dell’ isteria tipica di chi non ha mai alzato poi molti trofei, ha dato i suoi frutti, facendo sì che la squadra di Allegri sia, ad oggi, prima in classifica, agli ottavi di Champions e alla semifinale di coppa Italia, mentre quella di Garcia a sette punti di distanza dalla capolista, retrocessa in Europa League, fuori dal torneo nazionale e martoriata da infortuni muscolari. La crisi giallorossa ha raggiunto il culmine nella sconfitta di ieri per mano della Fiorentina e del suo bomber dichiarato, quel Mario Gomez che, con i suoi due gol, ha fatto infuriare la curva sud, la quale a fine partita ha invitato, in modo non troppo cortese ,tutti i propri beniamini a tirare fuori il carattere. Ora la Juventus incontrerà i Viola in semifinale, in un doppio impegno che comincerà a Torino il 4 Marzo e finirà l’ 8 Aprile al Franchi, ma prima occorre pensare all’ insidiosa sfida contro il Milan: recuperano Vidal ed Evra, mentre non ce la fa Martin Caceres a causa di un affaticamento muscolare all’ adduttore sinistro, così come non sarà, almeno fin dal primo minuto, della partita uno fra Llorente e Morata, con il primo però che parte leggermente favorito. Nel frattempo, come accade sempre prima di una grande battaglia, ecco che l’ uomo simbolo, il condottiero della squadra campione d’ Italia prende la parola, per caricare i suoi compagni ed evitare una qualunque forma di distrazione. Eh già, oggi si è fatto sentire l’ Apache, quel Carlos Tevez che ha sottolineato quanto la gloriosa maglia numero dieci sia il più valido fra quei riconoscimenti che il suo carattere forte  e carismatico abbia mai ricevuto. Il fenomeno argentino vuole difendere lo scudo conquistato sul campo e ora impresso sul petto, quel banale simbolo dietro al quale vi sono numerosi sacrifici, innumerevoli goccioline di sudore e tante esultanze insieme ai propri compagni. Così parlano i campioni, così parlano i guerrieri, concentrati sul campo e con un certo sorriso stampato sulle labbra nel pensare a cosa sta accadendo ai rivali.

SIMONE GOLIA

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