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La Juve a caccia del closing per lo Scudetto

Tuttosport stamani in edicola dedica il servizio d’apertura alla sfida di stasera fra Juventus e Milan, che sarà ben il quarto confronto stagionale fra le due formazioni.

“Non si vive di solo closing, anche se può cambiarti la vita. E non c’è un’unica tipologia di closing, fatta di documenti da vivisezionare e traduzioni dallo slang cinese da maneggiare. Già, alla fine si torna sempre lì, a quella parolina ricorrente. Per il Milan il closing sta diventando un’operazione più complessa di un parto plurigemellare; per la Juventus, invece, equivale a un concetto banale epperò efficace. Qualcosa che suona come un monito: battere i rivali, fra gli ultimi nemici di rango da affossare, e prendersi lo scudetto.
Il quarto incrocio stagionale di questa sera fra bianconeri e rossoneri vivrà anche delle emozioni di campo. Perché, cinesi o non cinesi, a Massimiliano Allegri importa solo il closing tricolore, che passa attraverso il 31° successo di fila in campionato allo Stadium, magari a seguito di una prestazione migliore rispetto all’insipido pari di Udine. «Ora non serve a nulla gestire le partite, bisogna solo fare, senza pensare a ciò che succederà fra tre mesi»: ossia, per esser chiari, al traguardo di Cardiff. «Domenica – spiega ancora Max – è stata una brutta partita ed ero convinto di questo, però con maggiore pazienza si poteva vincere. Abbiamo un punto in più sulla Roma, ma mancano alcuni scontri diretti. E non è vero che siamo stanchi, la condizione è buona». Punti fermi, dunque, nella certezza che oggi la Juve sarà «seria, tosta a livello fisico e tecnico. Con un successo avremmo una vittoria in meno per lo scudetto». Lapalissiano e pragmatico, anche perché la Roma post Lione potrebbe passeggiare a Palermo. Almeno conservare il +8, dunque, a 10 turni dal gong sarebbe prospettiva buona e giusta.

Vincenzo Montella allo Stadium le ha sempre beccate subendo 14 gol, gli ultimi due nei quarti di Coppa Italia a fine gennaio quando i campioni si sono parzialmente rifatti della delusione di Doha, seguita al ko di San Siro. Ma stasera i 17 punti di distanza in classifica si azzerano, per Max: «Il Milan è sornione, non muore mai…».
Allegri l’aveva già detto e l’ha ribadito ieri nell’analisi delle differenze nei tre precedenti più freschi contro i rossoneri: «A Milano siamo stati un po’ polli sul loro gol, in Supercoppa abbiamo subito di più, in Coppa Italia abbiamo creato tante occasioni». Perciò oggi serviranno applicazione e concentrazione affidandosi a quella mentalità, coltivata negli anni, che può condurre a un potenziale tris di trionfi. Parafrasando Allegri: Siamo seri, si può pensare anche a vincere tutto

Poi, soltanto poi, verrà il tempo di pensare al Porto atteso martedì a Torino dopo lo 0-2 dell’andata. E la Juventus farà bene a non dimenticare l’esempio illuminante degli extraterrestri catalani che hanno appena preso il Psg a pallate. Per la serie: in Champions non è mai finita. «E’ stata una partita di grande intensità più che tecnica da parte del Barcellona – commenta Allegri -. Certo, bisogna essere pronti a tutto, ma spero che non mi capiti di prendere gol a 5 secondi dalla fine. Detto che noi dobbiamo ancora passare il turno, avere il Barcellona ai quarti non è piacevole: con Real e Bayern, è la favorita per la vittoria finale».
Max non cita nessun altro, ma forse sotto sotto penserà che la sua Juve ha una difesa (e un sistema difensivo) molto più ermetica dell’emmental francese marchiato Psg… ”

 

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