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La Juve ha ancora fame

All’assalto
«Siamo una squadra da battaglia», spiega Massimiliano Allegri che quella voglia di vincere dei suoi campioni la vuole trasformare in «umiltà, rispetto per l’avversario e concentrazione». La juventinissima trinità, indispensabile a combinare pasticci stile Genova. Se questa Juventus sbaglia approccio, riduce in modo sostanziale le sue probabilità di successo, almeno in questa fase della stagione. La lezione di Marassi è stata una delle più efficaci degli ultimi sei anni, ma il tecnico non vuole scherzi perché «questa partita non ha rivincite e non consente errori». Anche la sfida con il Milan a San Siro, «nella quale siamo stato puniti nell’unica distrazione difensiva», è un buon esempio di cosa non fare assolutamente se si vuole vincere l’ottava Supercoppa della storia bianconera. Anche perché pure a lui brucia parecchio la sconfitta di due anni fa e per una ragione precisa: «Perché era una partita vinta due volte e per due volte siamo stati disattenti nella parte finale della partita e dei supplementari. Dobbiamo ricordarci quella sconfitta per come è nata: errori da non ripetere nel modo più assoluto». L’elmetto deve rimanere sulla testa dei guerrieri bianconeri fino al fischio finale .
Pesanti contro leggeri
E’ curioso come la Juventus «da battaglia» di Allegri- scrive Tuttosport– debba affrontare il Milan «spensierato e leggero» di Montella. Sembra quasi la sfida tra due filosofie: gli spietati e insaziabili campioni bianconeri e i giovani milanisti, pronti a volare sulle ali della loro incoscienza. Sulla carta non c’è partita, perché i cingoli bianconeri hanno il potenziale per devastare le profumate speranze milaniste, ma è proprio il tecnico bianconero il primo a diffidare delle previsioni troppo facili. «Loro sono avvantaggiati perché sono stati deresponsabilizzati: sia dalla questione legata al ritardo dell’aereo che li doveva portare qui e sia dal fatto che i grandi favoriti per questa partita siamo noi». Max, insomma, non ha resistito a infilare un a stoccata d’arguzia nel rumore mediatico creato dalla vicenda del «giorno in meno al caldo» e ha sospirato davanti all’ennesima partita nella quale vincere, per la Juventus, è poco più del minimo sindacale. La situazione che sotto sotto fa godere Buffon e che inizia a essere un sottile piacere anche per Allegri. La condanna a vincere è faticosa fin che vuoi, ma lascia sempre un buon sapore in bocca.

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