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La Juventus suona la settima sinfonia ma ora ha bisogno di riposarsi

Doveva essere la settima vittoria consecutiva è lo è stata: la Juventus espugna Modena, regolando non senza qualche problema un Carpi mai domo fino al triplice fischio finale del direttore di gara e si conquista delle serene vacanze di Natale. Dopo il traumatico avvio di stagione, i bianconeri si sono infatti resi protagonisti di una rimonta entusiasmante, trasformando i fischi in applausi e, soprattutto, le paure in implacabili certezze, un traguardo questo che li proietta verso una seconda parte di stagione infernale, dal momento che ora nessuno può nascondersi. La Vecchia Signora c’è e, ora più che mai, ha l’obbligo di tentare la scalata verso il quinto scudetto consecutivo, un risultato insperato fino a qualche mese fa e ora agognato per la sua esclusiva incredibilità. Poi i ragazzi di Allegri possono anche non farcela, dato che è dagli anni trenta che nessuno riesce in tale impresa, ma non provarci sarebbe imperdonabile, soprattutto alla luce dell’inesorabile scalata che, dal 28 ottobre, sta contraddistinguendo il cammino dei Campioni D’Italia in carica. Ma come spesso accade in rimonte del genere, lo sforzo fisico e psicologico è molto dispendioso, oltre che beffardo, dato che risulta tanto complicato il risalire quanto questione di un attimo lo sprofondare nuovamente nelle critiche situazioni in cui si è cominciato. Insomma, la consapevolezza di dover instaurare un cammino perfetto senza margine di errore può sì esaltare e amplificare le energie del corpo, ma inevitabilmente le mina, portandole allo sfinimento. Gli ultimi quindici minuti della partita di oggi lo dimostrano, così come lo confermano le urla assordanti di Allegri: la Juventus ha compiuto un lavoro sensazionale, premendo sull’acceleratore per due mesi abbondanti, ma ora ha un disperato bisogno di riposo e di staccare la spina. Nonostante la lunga serie positiva di risultati, si arriva ad un punto in cui la fatica va oltre l’entusiasmo e se oggi Lollo avesse impattato la palla del 3 a 3, a quest’ora molti tifosi sarebbero d’accordo con questa affermazione che, lo ammetto, potrebbe risultare alquanto insensata. Che ben venga, dunque, il Natale, con la sua allegria e la sua gioia, perché poi, una volta rientrati, Pogba e compagni dovranno fare i conti con una seconda parte di stagione infernale, sia in Champions che in campionato, passando per quella Coppa Italia che non è mai brutto vincere.

Ma torniamo ora alla partita di Carpi e al sole di Modena. La Juventus ha sofferto, ulteriore dimostrazione di quanto non vi sia niente di scontato e regalato in questa agguerritissima serie A, però ha vinto e questo è l’importante. Alla reazione da squadra affamata è seguita la concretezza da grande compagine, che però si è poi trasformata nell’ingenuo rilassamento che tanto ha fatto male ai bianconeri quest’anno. C’è ancora molto da crescere, soprattutto nella gestione delle fasi finali nelle partite contro quelle piccole che non hanno fatto dormire sogni tranquilli in quel di Vinovo. Ma godiamoci anche i lati positivi, perché ci sono eccome. Il centrocampo sembra definitivamente tornato ai livelli degli anni scorsi, con Pogba e Marchisio che si distinguono per fisicità, tecnica e personalità. All’appello manca solo Khedira, che ha evidentemente bisogno di tempo per tornare al massimo della condizione. Per lui si prospetta una vacanza lontana da pandori, panettoni e baccalà, maledettamente incentrata sul lavoro fisico. E poi là davanti le note più liete, ossia gli attaccanti che segnano con una continuità degna del tricolore. Probabilmente è proprio Mandzukic il simbolo della rinascita bianconera. Incappato in un avvio di stagione del tutto negativo, l’alfiere croato si è poi svegliato, siglando quest’oggi il sesto gol della sua prima esperienza nel campionato italiano e trascinando i compagni con il suo carattere, quel carisma che mancava maledettamente alla squadra. E vogliamo poi parlare di Allegri? Lo avete mai visto in quelle condizioni precedentemente? La rabbia ha spesso, se non quasi sempre, una doppia chiave di lettura, a maggior ragione nello sport: si può essere arrabbiati perché si avverte di non avere più alcuna possibilità di raggiungere un determinato obiettivo, così come lo si può essere quando si è consapevoli che manca davvero poco per arrivare ad un grande traguardo, quando si è certi che buttare al vento certe occasioni potrebbe rappresentare un vero peccato. Beh, è probabile che la seconda interpretazione sia quella più corretta.

All’indomani della sosta arriverà allo Stadium il Verona, sempre più ultimo in classifica ma con un Toni tornato pericolosamente in condizione. La Juventus non vuole e non può, tuttavia, fermarsi, perché ora arriva il bello, ora le rivali cominciano davvero a temerla. Ma intanto facciamo passare loro delle serene vacanze di Natale…

 

 

Allegri

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