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La porti un bacione a Firenze

Battute finali di un campionato ormai ricordato come quello della ‘remuntada‘. Il percorso fatto da una Juve di Allegri che sembrava spacciata dopo dieci giornate ha il sapore dell’impresa autentica, di un gruppo che ha saputo rialzarsi fino a un recupero da molti visto come “impossibile”. Invece, di impossibile non c’è niente per una squadra ed è stato ampiamente dimostrato, colpo su colpo, vittoria su vittoria. Domani, con 12 punti ancora da incamerare, se arrivasse un altro passo falso del Napoli, peraltro possibile contro la Roma, sarà già Scudetto, il quinto consecutivo. E conquistarlo proprio domani vorrebbe dire soddisfazione doppia: vorrebbe dire farlo con tre turni di anticipo in una città come Firenze, animata da una forte rivalità calcistica nei confronti della Juventus.

Gara dalle mille motivazioni quella del Franchi: se da un lato i bianconeri hanno tutto l’interesse a vincere, a Firenze, dall’altro, celebrano ancora quell’ormai divenuto famoso 4-2 dell’ottobre del 2013, rimasto uno dei pochi acuti viola contro la Juventus e l’unico degli anni 2000. Tuttavia, i gigliati hanno ora ben altro a cui pensare: i risultati degli ultimi tempi – un solo successo nelle ultime otto uscite – uniti al clima oggettivamente pesante che si avverte attorno alla società, portano i ragazzi di Paulo Sousa a voler vincere non solo per il blasone di farlo contro la temuta e odiata capolista, squadra contro cui hanno vinto meno di tutti, ma anche per l’Europa. Voci insistenti parlano di un futuro già scritto per l’allenatore e alcuni dirigenti, ma di certo un successo sui bianconeri potrebbe in un colpo cancellare molte di queste schermaglie.

Quel che è certo è che sarà una gara senza esclusione di colpi: quella del Franchi, rappresenta una sfida da 3 punti fra le più calde dell’intera Serie A. E allora, come cantava Odoardo Spadaro nell’ormai lontanissimo 1937, “La porti un bacione a Firenze“, sperando che intanto i colori bianconeri possano tornare vestiti di tricolore, ancora una volta.

Federico Gennarelli: Twitter: @Belisario88 

 

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