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La sfida tra numeri uno

Gigio contro Gigi, accondiscendente storpiatura dialettica per evidenziarne la differenza generazionale. Ragazzi prodigi, portieri, futuro assicurato, grande squadra, mani grandi e rassicuranti. La differenza è che uno ha già dimostrato di essere il migliore al mondo, l’altro ha fatto parlare di sé solo per aver esordito a 16 anni con la maglia del Milan da titolare. Donnarumma contro Buffon, ieri e oggi sfidano il domani: un domani anche a tinte azzurre, perché di eredi del Gigi bianconero, valevoli di una maglia così pesante, non se ne vedono in giro. Poteva esserlo Sirigu, potrebbe diventarlo Perin: ma tutti urlano un nome solo, Donnarumma. Il carico è pesante, è da novanta. Numero che ricorda nella smorfia napoletana la paura, il timore di avere di fronte un mostro sacro: «Buffon è il mio idolo», recitava Gigio il giorno della prima convocazione in Under 21. Sabato sera, però, il destino li metterà di fronte, in quello Juve-Milan crocevia imprescindibile per entrambe le formazioni: chi sbaglia è perduto, o quasi. Analogie dialettiche, ma tutto finisce lì per ora. Già, per ora, perché le idee, Donnarumma, le ha molto chiare: replicare la carriera del suo idolo Buffon, a partire già dalla gara di sabato. Anche se, a conti fatti, in una cosa il l’ha già superato: in serie A ha esordito a 16 anni, l’attuale capitano della Nazionale a 17, in un Parma-Milan del 1995. Inoltre gli sono bastate quattro partite da titolare per guadagnarsi l’azzurro. Mihajlovic si aspetta molto da lui: per ora il ruolino di marcia di Donnarumma parla di quattro gol subiti in altrettante gare. Ma nelle due in cui non ha preso gol, contro l’Atalanta a San Siro e contro il Chievo, si è reso protagonista. E poi ci sono i numeri, che innalzano Gigio nel gotha dei portieri della serie A: ha la più alta percentuale di parate del massimo campionato dopo Handanovic, che lo batte 86,3 a 84,6. Allegri contro il Milan, il fascino della sfida sull’asse Torino-Milano e il monumento contro il ragazzino, gli ingredienti affinché sia una gara perfetta ci sono tutti: «Io per carattere mi faccio scivolare tutto addosso, cerco di dare serenità alla squadra e proseguire per la mia strada», il Donnarumma pensiero. Ma siamo sicuri che, sabato, allo Juventus Stadium, l’occhio un po’ intimidito andrà fino dall’altra parte del terreno di gioco, dove il suo idolo lo guarderà con fare di sfida.

 

Buffon 2

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